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Daniel Fontana, Ironman 70.3 Italy con qualche rimpianto

Daniel Fontana, Ironman 70.3 Italy con qualche rimpianto

E’ stata un’edizione molto ben organizzata quella di Ironman 70.3 Italy a Pescara quest’anno, ma per Daniel Fontana non è un’edizione che resterà negli annali tra le migliori performance di carriera.

Il meteo incerto e un forte vento sul litorale fin dalle prime ore del mattino, ha condizionato parecchio lo svolgimento della frazione natatoria, per altro quasi dimezzata in distanza e portata all’interno dei frangiflutti.


La partenza dei PRO uomini all'Ironman 70.3 Italy 2017 a Pescara (Foto: ©Dario Nardone/FCZ.it)

La partenza dei PRO uomini all’Ironman 70.3 Italy 2017 a Pescara (Foto: ©Dario Nardone/FCZ.it)


«Ero tranquillo in partenza perché il mare molto mosso e ondoso non è un problema per me solitamente. So affrontare questo genere di nuoto perché ho gareggiato molto tra l’Atlantico e il Pacifico e il mare grosso non mi preoccupa. Questa volta però i fondali molto bassi hanno trasformato almeno un terzo della frazione natatoria in una corsa in acqua alta e questo mi ha creato parecchie difficoltà.»

«Sono uscito attardato dall’acqua e ho inevitabilmente perso contatto con il gruppo di testa in T1. Ho iniziato così subito a spingere forte sui pedali in bici e nel giro di 20 km mi sono riportato sul gruppo dei primi, dai quali si erano però già staccati in fuga Viennot e Kung. Abbiamo pedalato in un gruppetto di otto atleti tenendoci d’occhio fino al ritorno in T2 e siamo partiti per l’ultima frazione con i giochi per il bronzo completamente aperti. I primi due atleti ci precedevano di oltre 10′ e stavano facendo gara a sé, ma tra di noi non c’era nulla di sicuro.»

«Diciamo che con una mezza maratona corsa su ritmi solitamente abbordabili tra 1h13′ e 1h15′ me la sarei giocata bene la gara, ma domenica non ho saputo fare meglio di 1h18′, nonostante condizioni climatiche affatto proibitive e una frazione ciclistica che non mi sembrava avesse in alcun modo esaurito le energie. Sulla finish line sono arrivato sesto, con una prova oggettivamente discreta, ma che non rispecchia le aspettative che avevo nel pre partenza.»

«Gli anni di esperienza alle spalle mi consentono oggi di stare in gara sempre in un range di performance che ha oscillazioni contenute e che non si traduce mai in gare disastrose o, di contro, nemmeno, in prestazioni eccezionalmente fuori portata. In questo senso sono certamente un atleta sostanzialmente affidabile, ma questa affidabilità in alcune occasioni non basta a raggiungere le posizioni di classifica più interessanti.»

«A Pescara cercavo un podio e invece il podio è rimasto a quattro minuti di distanza, persi tutti nell’ultima frazione. A questo punto mi darò 48h di recupero e poi ricomincerò ad allenarmi per il prossimo appuntamento agonistico, verosimilmente tra una ventina di giorni.»


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About The Author

daddo

Dario 'daddo' Nardone, triatleta, speaker, giornalista e mental coach entusiasta e appassionato, l’endurance scorre nelle sue vene e fa parte della sua vita, sportiva e lavorativa, dal 1995. Pronto con il pettorale, con il microfono o dietro il suo portatile, sui campi gara in Italia e in giro per il mondo. Desiderio, Decisione, Dedizione… Fino in fondo #daddocè! #ioTRIamo

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