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Alistair e Jonathan Brownlee stupiscono il mondo

Alistair e Jonathan Brownlee stupiscono il mondo

Domenica 18 settembre 2016, a Cozumel, in Messico, si sta disputando la finale mondiale del circuito ITU World Triathlon Series, con una lotta fino all’ultimo metro tra l’inglese Jonathan Brownlee e lo spagnolo Mario Mola.

Il via della finale mondiale dell'ITU World Triathlon Series 2016 maschile

Il via della finale mondiale dell’ITU World Triathlon Series 2016 maschile

In testa c’è Jonathan, medaglia d’argento a Rio 2016, e la vittoria gli regalerebbe anche il titolo iridato. Una gara sempre di testa, una tattica che prevede un’unica soluzione, si va all’attacco!

E così fa nei 10K finali di corsa, stacca anche i suoi compagni di fuga tra cui il fratello maggiore Alistair, sul gradino più alto del podio qualche settimana fa ai Giochi brasiliani, e il sempre più sorprendente sudafricano Henri Schoeman, bronzo alle Olimpiadi e carico a mille per rimanere lassù e anche il nostro leone azzurro Alessandro Fabian, quarto.

Mola è rimasto intruppato più dietro, sembra quasi rassegnato al secondo posto, sbuffa e rincorre e cerca di rimanere concentrato.

Fa un caldo infernale, il ritmo è indiavolato e Jonathan è inarrestabile.

O almeno pare.

Una fase dei 10K finali caldissimi dell'ITU Grand Final Triathlon 2016 a Cozumel (Messico)

Una fase dei 10K finali caldissimi dell’ITU Grand Final Triathlon 2016 a Cozumel (Messico)

Quando manca un chilometro e mezzo, il suo sguardo pare lentamente annebbiarsi, la sua postura diventa più dinoccolata, le gambe girano sempre con maggiore pesantezza.

Dopo poche centinaia di metri, gli ultimi drammatici passi, camminando. Negli occhi di Jonny il vuoto, arriva vicino ai volontari del ristoro e sta per crollare a terra…

E in quel momento appaiono i due inseguitori, Henri guarda il suo avversario e prosegue dritto, andando a conquistare la sua prima vittoria in ITU World Triathlon Series.

Alistair è fulmineo, non ci pensa un attimo, infila il braccio di suo fratello sulla sua spalla e letteralmente comincia a trascinarlo verso il traguardo.

Vuole aiutare suo fratello.
Vuole aiutare suo fratello a vincere il Mondiale.
Vuole aiutare un atleta che sta male e che deve avere assistenza a tagliare il traguardo per ricevere cure mediche.
Vuole fare un gesto che a lui pare assolutamente normale e doveroso.
Vuole farlo ancora di più perché quando successe a lui, qualche anno fa, nessuno lo aiutò.


«La prima cosa che ho pensato è stato… Che idota sei Jonny! Avrebbe potuto vincere facilmente la gara passeggiando nel finale, invece è stato tatticamente ridicolo. Poi ho pensato a quello che era successo a me a Londra sei anni prima: ero secondo e mi sono ritrovato decimo. Perché nessuno mi ha aiutato? In quell’istante mi sono giurato che fosse successo a qualcun’altro l’avrei portato al traguardo. Ho visto mio fratello e non ci ho pensato nemmeno un secondo, era quello che dovevo fare.»
– Alistair Brownlee


Alistair sorregge suo fratello per tutti i 200 metri che li dividono dall’arco d’arrivo e lo getta letteralmente oltre la finish line.

Jonny si accascia, è secondo, suo fratello è terzo. Lo guarda per un attimo mentre viene fatto sedere su una sedia a rotelle e portato via per le prime cure.

«Mi ricordo tutto molto chiaramente. La gara è andata alla grande fino a circa un chilometro e mezzo dalla fine. Poi tutto è cominciato a cadere a pezzi… Mi ricordo le gambe tremanti e ho pensato che non avrei mai potuto arrivare in fondo. Poi è arrivato Alistair che mi ha chiesto che mi stava succedendo e l’ultimo ricordo è quando ho superato il traguardo. Gli ultimi duecento metri sono stati eterni, avevo bisogno di essere sorretto, ringraziavo Alistair nella mia testa e poi gli ho detto di lasciarmi in pace, di lasciarmi cadere a terra per farmi riposare.»
– Jonathan Brownlee

Dopo pochi secondi sul traguardo arriva anche il sudafricano Richard Murray che si ferma prima di passare il traguardo: si gira verso il pubblico e chiede gli applausi per l’atleta con il body rosso che sta sopraggiungendo con un gran sorriso sul volto, suo compagno di allenamenti e grande amico.

Basta il quinto posto, Mario Mola è il nuovo campione del mondo!

Solo 4 punti li divideranno al termine, 4819 per lo spagnolo, 4815 per l’inglese. Mario finalmente oro, Jonny ancora argento.


RANK ITU TRIATHLON WORLD SERIES 2016


«Non era certo il modo in cui avrei voluto vincere il Mondiale, ma alla fine per fortuna sono riuscito ad arrivare quinto e a conquistare il titolo. Onestamente, era chiaro e sapevo che Alistair avrebbe aiutato Jonny. Durante la gara pensavo che stavo arrivando ancora secondo, ma che mi sarei comunque battuto fino alla fine. E così ho fatto, trovando ancora più energie quando ho sentito che Jonny aveva avuto un problema. La cosa importante è che tutti noi arriviamo sani e salvi alla “meta”, ripeto questo non è il modo in cui avrei voluto vincere, ma anche questo fa parte del triathlon.»
– Mario Mola


Il Mondiale premia Mario Mola come campione del mondo, terzo è l'altro spagnolo Fernando Alarza

Il Mondiale premia Mario Mola come campione del mondo, terzo è l’altro spagnolo Fernando Alarza

Subito dopo il termine della prova, arriva anche un ricorso della Spagna che chiede la squalifica per Jonathan Brownlee, reo, a loro giudizio, di aver accettato l’aiuto del fratello. Ricorso rigettato all’unanimità, grazie al cielo!

E sempre dalla Spagna arriva invece un messaggio di gioia da parte del “pentacampeon” Javier Gomez, che dopo l’infortunio che gli ha negato il sogno olimpico, sta ricominciando ad allenarsi: “Auguri e complimenti Mario, grande stagione con quattro vittorie, goditi il titolo campione!”.


«E’ stato meraviglioso riaccendere il telefono e vedere la reazione che c’è stata, addirittura JK Rowling (autrice di Harry Potter) e Gordon Ramsay (chef, showman televisivo, nonché ironman) hanno tweettato su di noi. Tantissimi messaggi di sostegno, di rispetto, di condivisione dello splendido gesto di Alistair. Mi piace pensare che avrei fatto la stessa cosa per lui.»
– Jonathan Brownlee

«Si è stato pazzesco sentire vibrazione e suoneria impazziti per tweet e messaggi da tutto il mondo. E’ importante tutto quello che può fare parlare di triathlon, soprattutto per incoraggiare le persone a fare sport. Però credo che sia io, sia Jonny abbiamo pensato che questa situazione non era quella per cui avremmo voluto essere ricordati nella finale di Cozumel: Jonny alla fine ha perso le World Series… Dopo un’ora dal termine della gara, mi sono seduto e mi sono messo a pensare se avessi fatto realmente la cosa giusta: avrei dovuto lasciare che intervenissero i medici? E’ sbagliato aiutare un altro atleta a tagliare il traguardo? Bé, pare che alla fine io abbia fatto la cosa giusta…»

– Alistair Brownlee


Per quanto riguarda i colori azzurri, Alessandro Fabian ha chiuso 11°, Gregory Barnaby 20°, Massimo De Ponti 24° e Luca Facchinetti 34°.


CLASSIFICA ITU GRAND FINAL TRIATHLON 2016


Alessandro Fabian in T2 con i primi all'ITU Grand Final Triathlon 2016 di Cozumel (Foto: Marco Bardella)

Alessandro Fabian in T2 con i primi all’ITU Grand Final Triathlon 2016 di Cozumel (Foto: Marco Bardella)

«E’ stata una gara corsa a ritmi altissimi, resa durissima dal caldo e soprattutto dall’alto tasso di umidità. Ho concluso la corsa stremato e so che anche Jonny Brownlee ha avuto grossi problemi nel finale. Abbiamo nuotato forte, ma la vera selezione l’abbiamo fatta nel corso del primo giro di bici. La stanchezza accumulata nel corso della stagione, secondo me, ha pesato un po’ su tutti, eravamo tutti in sofferenza. La frazione di corsa è stata davvero emozionante perché ho corso a lungo nella scia dei migliori, in quarta posizione. A 2K dall’arrivo, però, ho cominciato a sudare freddo, avevo i brividi. Ho dovuto rallentare e ho visto sfumare un risultato che, invece, oggi era alla mia portata.»
– Alessandro Fabian


Dal suo letto d’ospedale, arrivano infine anche i tweet di Jonny: il primo allegato al drammatico spezzone video del finale di gara “Normalmente questo succede quando hai bevuto molto…“; poco dopo: “Non è come avrei voluto finire la stagione, ma ho dato tutto. Grazie Ali, la tua lealtà è incredibile“.

Fonte: ITU/Triathlon.org e BBC


About The Author

daddo

Dario 'daddo' Nardone, triatleta, speaker, giornalista e mental coach entusiasta e appassionato, l’endurance scorre nelle sue vene e fa parte della sua vita, sportiva e lavorativa, dal 1995. Pronto con il pettorale, con il microfono o dietro il suo portatile, sui campi gara in Italia e in giro per il mondo. Desiderio, Decisione, Dedizione… Fino in fondo #daddocè! #ioTRIamo

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