Da Roth a Calella, la lunga strada per Big Island

Da Roth a Calella, la lunga strada per Big Island

Due gare, due triathlon 226 molto gettonati dagli #ITAFinisher e due risultati di prestigio per Luca Prosperi, triatleta talentuoso con in testa un sogno hawaiano da realizzare…

Ciao a tutti. Il mio nome è Luca Prosperi, ed è con piacere ed orgoglio che raccolgo l’invito di fcz.it a scrivere un breve articolo come esponente del contingente italiano in due celebrate gare di quest’anno sulla distanza “madre”: Challenge Roth e Ironman Barcelona.

Un resoconto ma soprattutto un invito a tutti là fuori a mettere le scarpette alle sei del mattino ed uscire a rincorrere i propri sogni.

L’euforia per la stagione 2015 era iniziata dal secondo in cui avevo ricevuto la conferma della mia registrazione al Challenge Roth nel luglio di un anno fa. Registrarsi è il primo grande traguardo raggiunto di questo ineguagliabile evento, sempre sold out in meno di un minuto.

Challenge Roth 12 luglio 2015, la partenza

Challenge Roth 12 luglio 2015, la partenza

Ci sono tanti elementi che fanno del Challenge Roth un mito nella testa di ogni atleta: la fama per essere il “personal best killer” di ogni triatleta; la lunga e accorata descrizione di Sua Maestà Chrissie Wellington nel suo “A Life Without Limits”; la leggendaria Solarer Berg con i suoi 25.000 spettatori; e la continua presenza di mostri sacri come Sebastian
Kienle, Mirinda Carfrae, e “Macca”.

Arriviamo subito al dunque.

Challenge Roth è di gran lunga il più bel festival sportivo a cui abbia avuto il piacere di partecipare. Tutto, dalla conformazione del percorso, alle infrastrutture, al livello di supporto, agli spettatori, è semplicemente di un altro livello.

La swim leg, giro unico in un canale a temperatura perfetta ed ottima visibilità, è velocissima e piena di spettatori. La bike leg ha una superficie stradale perfetta, un dislivello ottimale, condizioni climatiche (purtroppo non proprio vero quest’anno) e di supporto tecnico/sportivo ideali.

La maratona è un giro unico e, anche se non piatta, riesce sempre a sorprendere per la sua velocità. Per non parlare delle zone di transizione, con un livello di supporto mai visto prima.

La mia gara? Ero arrivato a Roth puntando ad un 9 e 40 per guadagnare fiducia nella corsa per poi puntare a un quasi impossibile biglietto per le Hawaii a Barcellona, in ottobre.

Tutto in linea fino alla metà della maratona, dove il clima proibitivo del giorno e problemi di digestione purtroppo noti a noi triatleti, mi hanno costretto a strisciare in malo modo fino alla linea di arrivo.

Gara chiusa in 10h05m, comunque per me un grande traguardo considerando la giornata personalmente poco fortunata. A rendere tutto ancora più memorabile la sorpresa di essere stato l’italiano più veloce in gara!

La frazione bike dell'Ironman Barcelona

La frazione bike dell’Ironman Barcelona

Portiamo avanti gli orologi, all’inizio di ottobre, destinazione Barcellona, o meglio Calella. Arriviamo a Calella in mezzo al vento ed il mare in tempesta.

Purtroppo non ho l’occasione di bazzicare e conoscere tanti altri triatleti, essendo barricato nel letto per lottare contro una febbre che fatica a scendere. Ma sabato sera le cose vanno meglio e mi schiero domenica mattina per la rolling start, innovazione (di dubbia
utilità) di quest’anno sulla distanza full.

Il mare è ancora arrabbiato ma comunque nuotabile. La bicicletta piattissima, velocissima, fresca (finalmente) e trafficatissima (non so se sia stato più il vantaggio derivante dalle scie o lo svantaggio di avere sempre le mani sui freni).

La maratona corribile ma, con quattro giri, noiosa. Arrivo al 25° chilometro della maratona ancora in gran forma, ma completamente ignaro del tempo dato che il mio orologio aveva deciso di spegnersi ore prima…

Gli ultimi 17K sono invece stati una lenta agonia e mi hanno ricordato che c’è ancora tanto da imparare.

Quando arrivo sul magic carpet, però, lo schermo segna 9h12m. Non ci credo! Di nuovo primo fra quasi 100 italiani, 6 minuti davanti al fortissimo Nicolas Borrelli del Team Tritaly.

Purtroppo ancora una manciata di minuti da un biglietto per le Hawaii… Ma saremo di ritorno il prossimo anno!

E’ stata una dura, ma splendida stagione. Approfitto per ringraziare fcz.it per lo spazio, tutto il Team Tritaly che ho avuto il piacere di conoscere a Barcellona, ma soprattutto il mio CAMA Racing Team, la casa dei triatleti italiani a Londra!

Se passate fate un fischio!


www.camaracingteam.com
www.facebook.com/CAMARacingTeam
twitter.com/CAMARacingTeam

Le due prestazioni, al Challenge Roth e all'Ironman Barcelona, di Luca Prosperi

Le due prestazioni, al Challenge Roth e all’Ironman Barcelona, di Luca Prosperi

 

About The Author

daddo

Dario 'daddo' Nardone, triatleta, speaker, giornalista e mental coach entusiasta e appassionato, l’endurance scorre nelle sue vene e fa parte della sua vita, sportiva e lavorativa, dal 1995. Pronto con il pettorale, con il microfono o dietro il suo portatile, sui campi gara in Italia e in giro per il mondo. Desiderio, Decisione, Dedizione… Fino in fondo #daddocè! #ioTRIamo

Rispondi

Offerte TRISHOP

Archivi

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: