Storie di triathlon: Fabio, Susanna e… Rafael!

Storie di triathlon: Fabio, Susanna e… Rafael!

Il toccante racconto di Fabio Daniotti e del suo Ironman France, disputato a Nizza il 28 giugno 2015, e dedicato alla sua Susanna e al loro Rafael…

Un anno di allenamenti.
La sveglia alle 6 per andare in piscina.
Uscire a correre in inverno con il freddo e la nebbia quando si ha solo voglia di stare sotto le coperte.
I lunghi di 6 ore in bici in solitudine.

E alla fine ti senti pronto.

Il giorno della gara ti butti in acqua ed esci con il tuo tempo migliore.
Inizi a pedalare in bici, ma ti accorgi che qualcosa non va.

Credi di essere tu a non avere gambe, poi ti fermi, controlli e un pattino del freno posteriore striscia contro la ruota.

Avere una bici con i freni molto particolari questa volta non aiuta, si prova a sistemarli e si riparte, ma niente, dopo poco il problema ritorna.
E ti fermi un’altra volta e un’altra ancora.

Perdi il ritmo, salta la programmazione per l’integrazione in gara, così tanto curata durante gli allenamenti.
Pedali con la voglia di recuperare il più possibile, in salita pensi a spingere, in discesa a non cadere.

E non mangi.

Quando arrivi in maratona lo stomaco è chiuso. Non scende niente, neanche i liquidi.
E decidi di correre fino a che ce n’è.

Il ritmo cala, il caldo asfissiante non aiuta. Ti bagni per abbassare la temperatura corporea e provi a correre.

La maratona diventa una via Crucis, ma vuoi quel traguardo perché sai che qualcuno ti aspetta.

Raccogli le forze e attraversi quella linea, per l’ultima volta NOI DUE, per la prima volta NOI TRE.

Resta un po’ di delusione per non essere riusciti a raccogliere quanto seminato, ma chi pratica questo bellissimo sport sa che non sempre le cose vanno come si spera.

In una gara di 226K l’imprevisto è dietro l’angolo e basta uno stupidissimo guasto o una piccolissima distrazione perché tutto salti per aria, perché i tanti sacrifici fatti e la dedizione messa negli allenamenti venga gettata alle ortiche.

Il traguardo è stato tagliato, la medaglia è al collo e alla fine va bene così.

Per quest’anno basta Ironman, il prossimo traguardo sarà molto più importante di una medaglia.

La fatica non la farò io, ma sarò lì al tuo fianco come TU lo sei stata sempre.

E come ogni volta quel traguardo lo taglieremo insieme.

E sarà la vittoria più bella di tutte.

About The Author

daddo

Dario Daddo Nardone, papy, marito, triatleta, speaker, giornalista e mental coach entusiasta e appassionato! L’endurance e il triathlon scorrono nelle sue vene e fanno parte della sua vita, sportiva e lavorativa, dal 1995. Pronto con il pettorale, con il microfono o dietro il suo portatile, sui campi gara in Italia e in giro per il mondo. Desiderio, Decisione, Dedizione… Fino in fondo #daddocè! #ioTRIamo❤

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