Challenge Bahrain da mille e una notte!

Challenge Bahrain da mille e una notte!

Una gara spettacolare, organizzata con un dispiego di forze mai visto e con al via il gotha del triathlon mondiale del long distance e una marea di Age Group: tutto questo, sabato 6 dicembre, è stato il 1° esaltante Challenge Bahrain.

 

Un ritorno alle gare pazzesco quello del tedesco Michael Raelert, che ha ormai messo definitivamente alle spalle il suo periodo buio lontano dai campi gara dovuto agli infortuni.
Dopo il terzo posto al Challenge Walchsee di fine agosto, vinto dal nostro Giulio Molinari, il due volte campione di mondiale di specialità (ha vinto nel 2009, precedendo il nostro Daniel Fontana, e nel 2010 a Clearwater) ha vinto quattro Ironman 70.3 di fila, a Ballarat, Mandurah, Miami e Ruegen.
E ha completato il suo personale pokerissimo portandosi a casa i 100.000 dollari del Challenge Bahrain al termine di una gara da record, in cui il suo connazionale Andreas Dreitz l’ha comunque messo a dura prova.

 

INARRESTABILE MICHAEL RAELERT

Il primo a uscire dall’acqua al termine dei canonici 1.900 metri di nuoto è stato il neozelandese Dylan McNiece, davanti agli australiani Pete Jacobs ed Eric Watson, a Raelert e al britannico Tim Don. Salito in bici, Raelert prendeva subito la testa della gara andando via da solo in fuga.

Al 30° chilometro della frazione ciclistica il primo colpo di scena con una foratura per il tedesco Sebastian Kienle e il conseguente ritiro: «Sono davvero rammaricato, stavo molto bene e oggi avrei fatto la mia miglior prestazione di sempre in bici.»
A circa metà della frazione, a 30″ da Raelert c’è l’aussie Tim Reed, seguito da un gruppo con Nils Frommhold, Luke Bell, Brad Kahlefeldt, Don e McNiece.
Ma è lo scatenato teutonico Andreas Dreitz ha prendere la testa della gara dopo 70K, chiudendo il suo parziale sui 90K veloci e piatti dello spettacolare circuito del Bahrain in 1:57:22 (!), con un vantaggio in T2 su Raelert di oltre 1 minuto.
Raelert però nella mezza è impressionante, riprende la leadership e chiude in 1:10:19, manco a dirlo il miglior split di giornata, per un tempo complessivo di 3:36:04!
A oltre due minuti arriva il connazionale Dreitz, capace di contenere la rimonta di Reed che conclude terzo a 1’03” dall’argento. Fuori dal podio Don, quindi Llanos, Cunnama, Symonds, il nostro Massimo Cigana ottavo, Luke Belle e Tim Van Berkel.
L’azzurro è autore di una prova delle sue: nuoto staccato dai più forti (circa 4’30”), gran rientro in bici e poi una mezza chiusa in 1:13:00 che gli ha permesso di risalire posizioni su posizioni e mettersi dietro fior di campioni.
Un finale di stagione esaltante per il mestrino che si è confermato triatleta di assoluto livello internazionale; purtroppo invece amaro ritiro per l’altro PRO azzurro, Alberto Casadei, alle prese con problemi fisici, come lui stesso ci racconta nel resoconto di seguito.

 

LA MARCIA IN PIU’ DI HELLE FREDERIKSEN

Subito all’attacco la britannica Jodie Swallow che esce dall’acqua per prima con una manciata di secondi di margine su Annabel Luxford, Helle Frederiksen, Meredith Kessler, Mary Beth Ellis, Jodie Stimpson e la vice campionessa olimpica di Londra 2012, Lisa Norden.
La frazione bike non fa grossa selezione, ma si staccano dal gruppo battistrada tre protagoniste, ovvero Ellis, Norden e Stimpson; rientra invece dopo un nuoto complicato la canadese Angela Naeth, autrice della miglior prestazione in 2:10:14.
Nella mezza si giocano la vittoria finale, e i 100.000 dollari del primo premio, in cinque: Frederiksen, Joyce, Swallow, Luxford e Naeth. Il testa a testa finale è tra Frederiksen e Joyce: la danese ha una marcia in più e va a vincere in solitaria, braccia al cielo e gran sorriso, ha vinto il suo “Mondiale”.
Il podio tutto europeo si completa con le britanniche Joyce e Swallow, staccate di 24″ una dall’altra, completano la top ten Luxford, Naeth, Melissa Hauschildt (sempre a rincorrere le leader e mai capace di rientrare), Caroline Steffen, Stimpson, Camilla Pedersen e Kessler.
Norden salta nella mezza, ma conclude ugualmente, al 13° posto; peggio di lei fa la campionessa del mondo Ironman, l’australiana Mirinda Carfrae, uscita male dall’acqua e autrice poi di altre due frazioni ancora più anonime che le consegnano un deludente 16° posto.

 

LO SCEICCO DI FERRO

Dopo aver portato a termine diverse gare in giro per il mondo, Nasser bin Hamad Al Khalifa, Sceicco del Bahrain, ha partecipato e concluso la gara di casa che lui stesso ha creato: grande appassionato di triathlon e primo promotore e creatore dell’evento, His Highness Shaikh, Presidente del “Supreme Council for Youth and Sports” ha chiuso il suo Challenge Bahrain con una buonissima prestazione, al 59° posto assoluto e quarto di categoria.
Dopo aver varcato la finish line, è rimasto nell’area di arrivo, acclamato dagli spettatori, e poi ha partecipato alla cerimonia delle premiazioni durante la quale sul podio sono stati consegnati i premi di 100.000, 50.000 e 20.000 dollari per i primi tre arrivati della classifica maschile e femminile (montepremi totale di oltre 500.000 dollari!).

Hh Sheikh Nasser Bin Hamad Al Khalifa M25-29 59 46 4 00:27:37 02:22:19 01:26:45 04:21:11

 

CHE BRAVI GLI #ITAFINISHER!

Tra gli oltre 1.000 Age Group che hanno preso parte al 1° Challenge Bahrain, sono stati sette i nostri connazionali a terminare la prova. Il più veloce è stato Paolo Tadini, che ha chiuso con un ottimo 4:23:48, ottavo degli M30-34.
Anche Marco Morelli ha chiuso sotto le cinque ore, al quinto posto della sua categoria, con Andrea Pero poco più dietro; finisher anche Edoardo Lando, Nicolas Ciavarella e Massimo Ferretti. Da segnalare la finish line conquistata dall’unica donna: bravissima Libera Francesca Caputo che migliora nettamente il suo personale sulla distanza e chiude soddisfatta in 5:37:31 la sua gara.

 

HANNO DETTO…

Michael Raelert
«I’m overwhelmed, it was a tough race but the finish was sweet. If you win such a great race, it feels fantastic, it is great to win, but even better to be back. Honestly I’ve done triathlon for 20 years and I’ve seen a lot of places and done a lot of races but this is one of a kind. I never thought this would be possible, how we are treated, the hospitality, the people. It’s incredible. This is far above any race I’ve done before – whether it’s world championships or any other race. Thank you so much to Sheikh Nasser, what the Bahrainis have done today is just amazing.»

Helle Frederiksen
«I’m speechless because as many know I didn’t have the race I wanted at the World Champs so I wanted to make Challenge Bahrain my world championship and the field was actually better. On the bike I just focused on the girls in front and just kept my mind very simple. I could see I had a lot of power on the bike. Jodie stuck with me on the run but it wasn’t frustrating. I know she can run hard but we couldn’t keep that pace, and in the end it’s all about who’s hurting the least. It was a relief to cross the line! I couldn’t have dreamed of a better way to finish my 2014 season, its crazy. This setting, what they’ve done and how we’ve been treated – I’ve felt like a queen. It’s an amazing set up and everything was really professional.»

Massimo Cigana
«Un modo fantastico per chiudere questa lunga stagione 2014. Un 8° posto in una gara dal livello assoluto con quasi tutti i più forti al mondo ai nastri di partenza. Sembrava un campionato mondiale. Un nuoto sui miei standard e poi gran recupero in bici. Mi è venuto un gran morale quando vedevo che passavo nomi altisonanti come, Bockel, O’Donnell, Nicholls, Jacobs. Ho fatto i primi 70 km in solitaria fino a raggiungere altri due atleti, poi ho preferito rimanere con loro e salvare un po’ di energie per la corsa. Sono partito subito di un gran passo e nel primo chilometro ho passato Kahlefeldt e Butterfield… tanta roba! Sono arrivato a 20″ da Cunnama e Symonds. Non ero certo del mio piazzamento nei dieci ma poi, quando ho superato altri 3 atleti, ne ero sicuro. Ho corso per 20 km sempre a 20″ dai due, arrivato all’ultimo ho deciso di rallentare e godermi l’arrivo perché era impossibile riprenderli. Ho fatto segnare il mio nuovo personale nella mezza di un triathlon che poteva essere almeno 20″ in meno, ma va più che bene così, non speravo in meglio. Confermarsi sempre ad altissimi livelli specie in queste competizioni ti dà una soddisfazione incredibile. Organizzazione semplicemente mostruosa!»

Alberto Casadei
«DNF Challenge Bahrain… Non volevo certo chiudere con un ritiro, ma al fisico non si comanda e quindi posso serenamente dichiarare per la stagione 2014 Game Over. In una giornata non comunque per me esaltante, il riacutizzarsi di un vecchio dolore alla schiena negli ultimi 20-25 km di bici mi ha impedito di continuare a pedalare in posizione aerodinamica, costringendomi ad alzare bandiera bianca. Arrivato in zona cambio, dopo qualche minuto di stretching ho capito che partire a piedi sarebbe solo stato un rischio inutile, con la seria possibilità di peggiorare le cose. Quindi ho preferito preservare la mia integrità fisica chiudendo “anzitempo” la stagione. Anche questo è ‪#‎silverstory‬! Ora mi aspettano un po’ di vacanze a casa prima di cominciare a pensare seriamente al 2015 e a… ‪#‎roadtokona‬! Grazie a tutti per il tifo ed il supporto in tutto questo lungo ed esaltante 2014!»

 

CLASSIFICA CHALLENGE BAHRAIN 06-12-14

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daddo

Dario Daddo Nardone, papy, marito, triatleta, speaker, giornalista e mental coach entusiasta e appassionato! L’endurance e il triathlon scorrono nelle sue vene e fanno parte della sua vita, sportiva e lavorativa, dal 1995. Pronto con il pettorale, con il microfono o dietro il suo portatile, sui campi gara in Italia e in giro per il mondo. Desiderio, Decisione, Dedizione… Fino in fondo #daddocè! #ioTRIamo❤

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