Mauro Ciarrocchi e la regola del 6, dall’Elbaman alle Hawaii

Mauro Ciarrocchi con sua moglie Ornella si godono la merita vacanza dopo l'Ironman Hawaii 2014

Mauro Ciarrocchi con sua moglie Ornella si godono la merita vacanza dopo l’Ironman Hawaii 2014

Dopo aver completato a fine settembre l’Elbaman, dopo due settimane eccolo al via dell’Ironman Hawaii: il bresciano Mauro Ciarrocchi non finisce più di stupire e conquista il primo posto nella speciale graduatoria degli #ITAFinisher Kona, centrando il sesto traguardo sull’Ali’i Drive. E ora si gode la meritata vacanza e festeggia il suo anniversario di matrimonio con la sua Ornella. Questo il suo racconto.

Giorno 7 – Race Day

«Che dire, forse la consapevolezza di non poter pretendere più di tanto dal mio fisico dopo aver fatto un iron distance 13 giorni fa, mi ha fatto dormire come un sasso e svegliare riposatissimo. È anche vero che in questa gara rispetto alle qualifiche non ho ambizioni, ma solo voglia di godermela.»

«Comunque sveglia alle 4, alle 4.45 body mark con tatuaggio che dopo il nuoto era già sparito e alle 6.50 partenza. Il mare oggi è parecchio fastidioso, onda alta e lunga che sposta, ma finisce in fretta.»

«Parto in bici e vado tranquillo evitando fastidiose scie. Alla fine riuscirò a fare la gara da solo, ma quanti gruppi mi hanno passato! Quel che è peggio è accorgersi che c’è gente che cerca la scia di proposito…»

«Arrivati all’altezza di Waikoloa, dopo circa 50 km, il mitico vento hawaiano che nelle cinque volte precedenti avevo sentito in gara solo per piccoli tratti decide che oggi la gara sarà cazzuta.»

«Per me leggero e fesso, che per la prima volta è venuto con la zipp anche davanti, sono… acidi! Spesso scendo a 22 all’ora e in discesa fatico a superare i 30, ma quel che è peggio è che faccio fatica a tenere la bici al punto da aver paura.»

«Dopo il giro di boa ad Hawi un po’ di vento a favore. Poi cominciano le raffiche laterali e con una rischio di cadere. Dieci chilometri a 60 all’ora e già sogno che sia così fino alla fine, invece rispetto al mattino il vento è girato… Però sono nei tempi previsti, arrivo in T2 e a piedi parto con Rudy, un amico belga di tante sfide.»

«Corro bene i primi 10 poi le gambe cominciano a farsi sentire. Sfrutto i ristori nel modo più lento e totale possibile, controllo vari dolori latenti e all’Energy Lab, sulla via del ritorno, provo ad aumentare. Va bene per 5 km, dal 30° al 35° km, poi il buio.»

«A questo punto penso solo all’isola, alla Orni e alla fortuna di essere qui. Calo un poco e via all’arrivo: che figata l’Ali’i Drive in quegli ultimi 200 metri! Correrei sulle ginocchia se fosse necessario.»

«6 Elbaman e 6 Hawaii, missione centrata!»

Mauro Ciarrocchi

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daddo

Dario Daddo Nardone, papy, marito, triatleta, speaker, giornalista e mental coach entusiasta e appassionato! L’endurance e il triathlon scorrono nelle sue vene e fanno parte della sua vita, sportiva e lavorativa, dal 1995. Pronto con il pettorale, con il microfono o dietro il suo portatile, sui campi gara in Italia e in giro per il mondo. Desiderio, Decisione, Dedizione… Fino in fondo #daddocè! #ioTRIamo❤

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