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Lance Armstrong racconta il suo Ironman 70.3 Galveston

Domenica 1 aprile Lance Armstrong ha partecipato dopo l’esordio all’Ironman 70.3 Panama, all’Ironman 70.3 Galveston, di seguito l’intervista in cui racconta la sua gara.

Partiamo dal confronto, tra Panama e Galveston qual è stata la più dura?
Sono state entrambe dure, ma senza dubbio la qualità nella gara in Texas era superiore. E’ stata una gara diversa rispetto a quella di Panama, con diverse dinamiche, sicuramente più tattica. Ho sofferto molto nel finale…

Cos’è successo?
Ho alcuni problemi che devo risolvere, sto ancora imparando, quindi è difficile per me analizzare esattamente ciò che sta succedendo. Indubbiamente, il percorso piatto di Galveston, rispetto al collinare di Panama, costringe a rimanere per due ore in posizione e questo mi ha creato rigidità sulla parte posteriore del collo e sulla zona lombare.

Nella mezza maratona sembrava che le cose stessero andando piuttosto bene…
Due terzi di gara sono stati buoni. Non andavo veloce, ma ero solo e sentivo di poter finire sul podio, o nei top five, ma poi nell’ultimo giro è calata l’ancora.

In cosa devi migliorare?
Devo assolutamente risolvere la questione alimentazione e idratazione. Non ho trascurato nessuno di questi due aspetti, ma soprattutto per quanto riguarda l’idratazione… Semplicemente non ha funzionato. Ho avuto grossi problemi gastrointestinali sia in sella, sia a piedi.

Nonostante tu abbia dovuto lottare molto oggi, ti sei divertito?
Sono contento di questa domanda. Si, è stato divertente. Anche se le ultime quattro miglia non ero affatto felice… Lo dico sempre, a volte sei il martello, a volte sei il chiodo. Ecco, oggi, soprattutto nella parte finale, sono stato il chiodo. Ma ci sta, va bene così.

Continua la preparazione di Lance Armstrong in vista del suo esordio nella “distanza regina”, il prossimo 24 giugno all’Ironman France di Nizza.

About The Author

daddo

Dario 'daddo' Nardone, triatleta, speaker, giornalista e mental coach entusiasta e appassionato, l’endurance scorre nelle sue vene e fa parte della sua vita, sportiva e lavorativa, dal 1995. Pronto con il pettorale, con il microfono o dietro il suo portatile, sui campi gara in Italia e in giro per il mondo. Desiderio, Decisione, Dedizione… Fino in fondo #daddocè! #ioTRIamo

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