ironezio
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« Risposta #75 inserita:: Marzo 10, 2010, 17:13:01 » |
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Sono molto, molto legato a Marco Novelli per i tanti ricordi dell'avventura in Canada e per i suoi trascorsi da "Flipperino". Per questo non tirerò mai i remi contro di Lui. Al riguardo però la vedo come Lui solo in parte (anche se in grande parte).. Seduti nel sedile dell'autobus che ci portava al giro di boa di bike a Kona, il grande Mauro (IronEvi) persona con una cultura sportiva sopra la norma, mi disse: "Vedi Ezio, c'è chi FA gli Ironman, e chi E' un Ironman.." L'Ironman ma lo sport in generale, è di tutti.. E' di NOI agonisti che facciamo della prestazione cronometrica la finalità del nostro allenamento, sia dei NON agonisti che puntano esclusivamente all'arrivo e a rendere "QUELLA" giornata, una giornata SPECIALE.. Potrebbe essere giusto dire che chi finisce l'Ironman in 17 ore non ha rispetto per il proprio corpo.. Ma è altrettanto giusto dire che chi fa l'Ironman in 9 ore, il che vuol dire che si allena almeno 15/20 ore a settimana, mette il proprio fisico ad una condizione estrema.. Da per me credo che non esiste il giusto e lo sbagliato. Esiste soltanto ciò che siamo e quello che ci sentiamo dentro. Ha ragione Mauro .. C'è chi l'Ironman lo è ... chi lo Fa'.... In entrambi i casi, è gente che ama vivere delle emozioni forti..
Un saluto a Marco
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Giustiano
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« Risposta #76 inserita:: Marzo 10, 2010, 17:32:48 » |
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Sono molto, molto legato a Marco Novelli per i tanti ricordi dell'avventura in Canada e per i suoi trascorsi da "Flipperino". Per questo non tirerò mai i remi contro di Lui. Al riguardo però la vedo come Lui solo in parte (anche se in grande parte).. Seduti nel sedile dell'autobus che ci portava al giro di boa di bike a Kona, il grande Mauro (IronEvi) persona con una cultura sportiva sopra la norma, mi disse: "Vedi Ezio, c'è chi FA gli Ironman, e chi E' un Ironman.." L'Ironman ma lo sport in generale, è di tutti.. E' di NOI agonisti che facciamo della prestazione cronometrica la finalità del nostro allenamento, sia dei NON agonisti che puntano esclusivamente all'arrivo e a rendere "QUELLA" giornata, una giornata SPECIALE.. Potrebbe essere giusto dire che chi finisce l'Ironman in 17 ore non ha rispetto per il proprio corpo.. Ma è altrettanto giusto dire che chi fa l'Ironman in 9 ore, il che vuol dire che si allena almeno 15/20 ore a settimana, mette il proprio fisico ad una condizione estrema.. Da per me credo che non esiste il giusto e lo sbagliato. Esiste soltanto ciò che siamo e quello che ci sentiamo dentro. Ha ragione Mauro .. C'è chi l'Ironman lo è ... chi lo Fa'.... In entrambi i casi, è gente che ama vivere delle emozioni forti..
Un saluto a Marco
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Conosci il significato della parola "Nemesi"? La giusta e logica imposizione di un castigo terribile che si manifesta attraverso l'opera di un agente adeguato, personificato nella fattispecie da un terribile figlio di put* ,me!
FORZA E DETERMINAZIONE!
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MarcoNovelli
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« Risposta #77 inserita:: Marzo 10, 2010, 17:42:14 » |
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Sono molto, molto legato a Marco Novelli per i tanti ricordi dell'avventura in Canada e per i suoi trascorsi da "Flipperino". Per questo non tirerò mai i remi contro di Lui. Al riguardo però la vedo come Lui solo in parte (anche se in grande parte).. Seduti nel sedile dell'autobus che ci portava al giro di boa di bike a Kona, il grande Mauro (IronEvi) persona con una cultura sportiva sopra la norma, mi disse: "Vedi Ezio, c'è chi FA gli Ironman, e chi E' un Ironman.." L'Ironman ma lo sport in generale, è di tutti.. E' di NOI agonisti che facciamo della prestazione cronometrica la finalità del nostro allenamento, sia dei NON agonisti che puntano esclusivamente all'arrivo e a rendere "QUELLA" giornata, una giornata SPECIALE.. Potrebbe essere giusto dire che chi finisce l'Ironman in 17 ore non ha rispetto per il proprio corpo.. Ma è altrettanto giusto dire che chi fa l'Ironman in 9 ore, il che vuol dire che si allena almeno 15/20 ore a settimana, mette il proprio fisico ad una condizione estrema.. Da per me credo che non esiste il giusto e lo sbagliato. Esiste soltanto ciò che siamo e quello che ci sentiamo dentro. Ha ragione Mauro .. C'è chi l'Ironman lo è ... chi lo Fa'.... In entrambi i casi, è gente che ama vivere delle emozioni forti..
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Grande Ezio, ricordo sempre con piacere la trasferta in Canada e quella in Danimarca...E' sempre un piacere sentirti, salutami tutti i Flipperini...
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romanomedio
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« Risposta #78 inserita:: Marzo 10, 2010, 18:47:19 » |
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Sono molto, molto legato a Marco Novelli per i tanti ricordi dell'avventura in Canada e per i suoi trascorsi da "Flipperino". Per questo non tirerò mai i remi contro di Lui. Al riguardo però la vedo come Lui solo in parte (anche se in grande parte).. Seduti nel sedile dell'autobus che ci portava al giro di boa di bike a Kona, il grande Mauro (IronEvi) persona con una cultura sportiva sopra la norma, mi disse: "Vedi Ezio, c'è chi FA gli Ironman, e chi E' un Ironman.." L'Ironman ma lo sport in generale, è di tutti.. E' di NOI agonisti che facciamo della prestazione cronometrica la finalità del nostro allenamento, sia dei NON agonisti che puntano esclusivamente all'arrivo e a rendere "QUELLA" giornata, una giornata SPECIALE.. Potrebbe essere giusto dire che chi finisce l'Ironman in 17 ore non ha rispetto per il proprio corpo.. Ma è altrettanto giusto dire che chi fa l'Ironman in 9 ore, il che vuol dire che si allena almeno 15/20 ore a settimana, mette il proprio fisico ad una condizione estrema.. Da per me credo che non esiste il giusto e lo sbagliato. Esiste soltanto ciò che siamo e quello che ci sentiamo dentro. Ha ragione Mauro .. C'è chi l'Ironman lo è ... chi lo Fa'.... In entrambi i casi, è gente che ama vivere delle emozioni forti..
Un saluto a Marco
questa frase il grande mauro l'ha detta anche a me....a questo punto xò mi sento di dire che non l'ho capita  , mi spiego si parlava di grandi professionisti che nonostante la giornata storta portavano a termine la gara ore dopo il previsto rispetto coloro che invece come erano un attimo in difficoltà si ritiravano; da qui la distinzione tra chi lo è "dentro" e chi lo fa x lavoro,x divertimento,x sfida ecc qui invece si dibatteva se,sempre in contesto amatoriale,aveva senso definirsi tali portando a termine una gara senza opportuno allenamento e snaturando in sostanza le tre discipline stabilito che nuotare 3,800m in 2he30 non era propio "nuotare", come percorrere 42km in 6 o + ore non poteva x ragioni di fisica definirsi "corsa" anche a dispetto dei tempi limite che x ragioni di business sono oltremodo elastici..anzi direi oltre "definizione" permissivi . rimango dell'idea che la gara deve essere il frutto di allenamenti,sacrifici ,ore rubate alla famiglia-al lavoro-agli amici e spesso rischiando la salute quando si corre sotto il diluvio o quando si pedala in mezzo al traffico cittadino. Alla fine di tutto tutto questo c'è la gara che dura un giorno ma si prepara in 100 !!!! Ora x quanto possa fregare a qualcuno sono prontissimo a cambiare idea se mi fate l'esempio di Im finisher 16h che rispettano una tabella d'allenamento, corrono quando piove, nuotano anche con il mal di testa o il raffreddore, fanno i rulli in cantina a natale perchè x questioni di famiglia non sono potuti uscire in bici; e se ci sono sono curioso di vedere se il loro allenamento prevede di nuotare o stare a galla; correre o camminare ecc ecc
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Mrindy
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« Risposta #79 inserita:: Marzo 10, 2010, 19:09:51 » |
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Ora x quanto possa fregare a qualcuno sono prontissimo a cambiare idea se mi fate l'esempio di Im finisher 16h che rispettano una tabella d'allenamento, corrono quando piove, nuotano anche con il mal di testa o il raffreddore, fanno i rulli in cantina a natale perchè x questioni di famiglia non sono potuti uscire in bici; e se ci sono sono curioso di vedere se il loro allenamento prevede di nuotare o stare a galla; correre o camminare ecc ecc
Tu continui a proccuparmi. Sai che c'è gente che ha finito gli IM senza fare tutte quelle cose che hai descritto? Io personalmente non avevo neanche una tabella d'allenamento quando ho finito l'IM. Però non è che uno debba per forza farsi male per fare un tempo onesto. Anzi io credo che nuotare col mal di testa si controproducente, perchè non ti concentri. Correre sotto la pioggia ci sono situazioni in cui può dare anche piacere, altre no. In alcuni casi si rischia di star male e saltare altri allenamenti. Se l'obbiettivo è arrivare al massimo alla gara, io penso bisogna mettere l'organismo alla prova il giusto, non soffrire e basta. Boh. Poi io non lo so perchè non "sono" un IM e manco ci tengo particolarmente 
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« Risposta #80 inserita:: Marzo 10, 2010, 19:27:24 » |
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Ciao a tutti, eccoci di ritorno... cioè io arrivo a Fiumicino =  .. e mi trovo..  cmq, ancora con la pelle calda di sole e liscia dall'acqua del lago "potabile", vi racconto la mia esperienza: vacanza stupendissima, con gli amici giusti,tanto x iniziare.. il destino birichino mi fa partire con febbre e antibiotici, sigh.. ma non dispero; dispero invece quando ad Auckland il mio bagaglio non c'è.. ma solo la bici risponde all'appello. Due giorni dopo l'allarme rietra e almeno 48 ore prima della gara finisco il ciclo antibiotix.. nonostante un pò di spossatezza, non mi risparmio le belle nuotate insieme agli altri, un paio di pedalate x provare almeno l'ebrezza del "keep left" e una corsetta su 7km del percorso maratona. La mattina della gara ho solo una gran voglia di buttarmi in acqua, (con una muta nuovissima che in Italia deve ancora arrivare  ), esco dall'acqua e non sono nemmeno stanca, anzi ho anche salutato i vari sub che erano sotto di noi per il percorso! In bici le ultradolenti note sono date dal terribile ventaccio, che non ha risparmiato nemmeno cameron B., e nemmeno il bel Terry Bozzone, che ho sempre incitato ogni volta che ci incrociavamo in bici, appunto.. si lo so che forse è stato uno spreco di energlie, ma ERA GIUSTO COSI  in maratona.. beh... li sono stata ultracontenta, anche se nn sono riuscita ad alimentarmi al meglio, visto lo stomaco ancora un po sottosopra per i giorni precedenti, ho corso dawero bene e serena, il pubblico è stato strepitoso, al 36° km incontro pure il mitico Alessandro Jovine, il nostro presidente, e decido di finire con lui, ad un passo forse minore di quello che stavo tenendo, ma con l'emozione di una foto da finisher che finirà nell'album dei ricordi ad honorem.. che ti piaccia terenzo il bozzone ormai s'è capito... io, se vuoi, ho una copia di triathlete USA di ottobre 2008 dove c'è il suo faccino in copertina... ma tu cosa mi dai??? ok ci sto.. voglio la tanto sudata copertina.. e io.. bè ti potrei passare le mie tabelle di allenamento x l'IM ..  scherzi a parte, complimentissimi! le gare lontano dall'italia "piegano a mezzo", e dopo il viaggio, bisogna riprendersi in fretta per affrontare gare molto impegnative...quindi doppi complimenti! 
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« Risposta #81 inserita:: Marzo 10, 2010, 19:28:52 » |
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Ora x quanto possa fregare a qualcuno sono prontissimo a cambiare idea se mi fate l'esempio di Im finisher 16h che rispettano una tabella d'allenamento, corrono quando piove, nuotano anche con il mal di testa o il raffreddore, fanno i rulli in cantina a natale perchè x questioni di famiglia non sono potuti uscire in bici; e se ci sono sono curioso di vedere se il loro allenamento prevede di nuotare o stare a galla; correre o camminare ecc ecc
Tu continui a proccuparmi. Sai che c'è gente che ha finito gli IM senza fare tutte quelle cose che hai descritto? Io personalmente non avevo neanche una tabella d'allenamento quando ho finito l'IM. Però non è che uno debba per forza farsi male per fare un tempo onesto. Anzi io credo che nuotare col mal di testa si controproducente, perchè non ti concentri. Correre sotto la pioggia ci sono situazioni in cui può dare anche piacere, altre no. In alcuni casi si rischia di star male e saltare altri allenamenti. Se l'obbiettivo è arrivare al massimo alla gara, io penso bisogna mettere l'organismo alla prova il giusto, non soffrire e basta. Boh. Poi io non lo so perchè non "sono" un IM e manco ci tengo particolarmente  non credo tu abbia capito il senso di quello che ho scritto e come tanti tranne il novelli e pochi altri fai finta di non capire o devo pensare che sei un un pò ipocrita; tu non avrai corso sotto l'acqua ma x anni sei andato e tornato dal lavoro in bicicletta (70/80km al giorno ??)oltrechè essere un ottimo biker e anche se non hai seguito gran tabelle ti sei presentato all'elba con bei km di fondo che ti hanno portato a fare 12h10 nonostante la rottura della catena in bici e tutta la perdita di tempo x ripararla.Hai nuotato in 1h15 e in piscina sebbene ci andassi da poco tempo debbo desumere che x quel poco ci sei andato spesso.... quindi x piacere non ti mettere tra quelli che hanno fatto un Im senza allenamento xchè non è il caso tuo.
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Mrindy
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« Risposta #82 inserita:: Marzo 10, 2010, 19:38:48 » |
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non credo tu abbia capito il senso di quello che ho scritto e come tanti tranne il novelli e pochi altri fai finta di non capire o devo pensare che sei un un pò ipocrita; tu non avrai corso sotto l'acqua ma x anni sei andato e tornato dal lavoro in bicicletta (70/80km al giorno ??)oltrechè essere un ottimo biker e anche se non hai seguito gran tabelle ti sei presentato all'elba con bei km di fondo che ti hanno portato a fare 12h10 nonostante la rottura della catena in bici e tutta la perdita di tempo x ripararla.Hai nuotato in 1h15 e in piscina sebbene ci andassi da poco tempo debbo desumere che x quel poco ci sei andato spesso.... quindi x piacere non ti mettere tra quelli che hanno fatto un Im senza allenamento xchè non è il caso tuo.
Scherzi? Chi ha detto che non mi allenavo? A luglio 2007 ho fatto 1700km in bici, agosto e settembre poco meno. A piedi correvo sui 100km/mese. Nuoto ne avevo fatto abbastanza fino a luglio, poi mi sono procurato un'infrazione dello sterno cadendo all'uscita di ZC di Tarso e fino a settembre ho nuotato quasi nulla. Avevo tanto tempo e mi allenavo tanto. Oggi mi allenerei con altri criteri veramente. Ciò che volevo dire è che per allenarsi bene non serve farsi del male. Le cose che hai citato tu (apparte la tabella, che oggettivamente ha un senso) sono tute cose inutili e che, in alcuni casi, possono essere dannosi. Con questo non voglio dire che correre sotto la pioggia sia negativo tout court. Ma non mi dire che è necessario per fare una gara decente. Ti concedo che l'IM impone grossi volumi che, in una stagione piovosa, potrebbero anche consigliare qualche allenamento outdorr anche con meteo inclemente. Ma non credo sia un dogma. Tutto qui ultima modifica: 10-03-2010 18:52:12 da: Mac
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pierino kaizen
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« Risposta #83 inserita:: Marzo 10, 2010, 20:00:37 » |
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Ora x quanto possa fregare a qualcuno sono prontissimo a cambiare idea se mi fate l'esempio di Im finisher 16h che rispettano una tabella d'allenamento, corrono quando piove, nuotano anche con il mal di testa o il raffreddore, fanno i rulli in cantina a natale perchè x questioni di famiglia non sono potuti uscire in bici; e se ci sono sono curioso di vedere se il loro allenamento prevede di nuotare o stare a galla; correre o camminare ecc ecc
Tu continui a proccuparmi. Sai che c'è gente che ha finito gli IM senza fare tutte quelle cose che hai descritto? Io personalmente non avevo neanche una tabella d'allenamento quando ho finito l'IM. Però non è che uno debba per forza farsi male per fare un tempo onesto. Anzi io credo che nuotare col mal di testa si controproducente, perchè non ti concentri. Correre sotto la pioggia ci sono situazioni in cui può dare anche piacere, altre no. In alcuni casi si rischia di star male e saltare altri allenamenti. Se l'obbiettivo è arrivare al massimo alla gara, io penso bisogna mettere l'organismo alla prova il giusto, non soffrire e basta. Boh. Poi io non lo so perchè non "sono" un IM e manco ci tengo particolarmente  non credo tu abbia capito il senso di quello che ho scritto e come tanti tranne il novelli e pochi altri fai finta di non capire o devo pensare che sei un un pò ipocrita; tu non avrai corso sotto l'acqua ma x anni sei andato e tornato dal lavoro in bicicletta (70/80km al giorno ??)oltrechè essere un ottimo biker e anche se non hai seguito gran tabelle ti sei presentato all'elba con bei km di fondo che ti hanno portato a fare 12h10 nonostante la rottura della catena in bici e tutta la perdita di tempo x ripararla.Hai nuotato in 1h15 e in piscina sebbene ci andassi da poco tempo debbo desumere che x quel poco ci sei andato spesso.... quindi x piacere non ti mettere tra quelli che hanno fatto un Im senza allenamento xchè non è il caso tuo. vi chiedo se conoscete qualcuno che si sia presentato alla partenza di un IM senza allenarsi!io non conosco nessuno!(conoscere,non desumere dal tempo impiegato )lasciamo stare tabelle precise ,test di valutazione ecc che non tutti hanno,ma un minimo di programma tutti lo seguono:2/3 volte in piscina 2/3 in bici con percorsi diversi e 2/3 volte a correre ,penso sia quello che fanno tutti settimanalmente..poi c'e' chi viene da 15 anni di nuoto agonistico o 10 anni di running o 20 di gran fondo e c'e' chi arriva da 40 sigarette al giorno: la base di partenza e i risultati saranno per forza diversi..
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Mac
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« Risposta #84 inserita:: Marzo 10, 2010, 20:02:08 » |
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Questo ragionamento di Indy mi fa ricordare anche quello che scrisse poco tempo fa ZioJo, sul monte ore settimanale di allenamento: arriva un momento in cui ci si domanda che cavolo stiamo facendo. Alcuni non se lo domandano, perché hanno mogli triatlete (o che fanno altro mentre te sei fuori 8 ore per l'ufficio e 8 ore per la bici  ), oppure perché non se lo domandano e basta, finché c'è qualcuno che gli riordina la scala di valori. Se è vero in generale che i triathleti sono/siamo parecchio fissati, e io credo che lo siamo, questo non è uno sport, è una malattia, credo che la cosa sia ancor più vera per chi E' ironman (forse chi FA gli im non è ancora perduto  ) Comunque, senza aspettare molte notti, ho deciso: avete tutti ragione, e tutti torto, per quanto mi riguarda. Non fa bene massacrarsi per finire in 9 ore, e poi magari rodersi il fegato perché si è fatto 9h15', non fa bene intraprendere una gara di quello che piaccia o no è considerato uno sport estremo, senza alcuna preparazione, fa bene non fa bene, è bello non è bello, è giusto è sbagliato... Ma chi se ne frega, ognuno fa quello che si sente, male che vada fa male solo a se steso, o ai figli se arriva al divorzio per il tri, per il resto tutti bravi e nessuno, i kona qualified e i finisher before the band 
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Mac
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« Risposta #85 inserita:: Marzo 10, 2010, 20:08:38 » |
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vi chiedo se conoscete qualcuno che si sia presentato alla partenza di un IM senza allenarsi!io non conosco nessuno!
Brad Culp, caporedattore di triathlete, 1 lo conosce, se non ricordo male nel numero di febbraio narrava di un suo amico che aveva fatto non so quali trekking assurdi, e si era messo in testa di fare da lì a poco un Im, tipo in 2 mesi. Ora, in termini relativi, si è pure allenato, in quei 2 mesi, ma qui si apre il fronte di cosa intendiamo per allenamento. Comunque l'amico americano ha terminato e ampiamente nei limiti, segno che il traguardo è davvero alla portata di quasi tutti, basta non essere 250 kg di lardo con 3 by pass coronarici... Se seguo il tuo ragionamento fino in fondo, do ragione a Novelli, se uno/a si è allenato e ci mette 17 ore senza che niente sia andato storto, non si è allenato, di fatto. Cazzarola, se ho finito io, che a motore sto benone, ma che non ho fatto molti tagliandi e cambi olio, davvero non mi pare sta grande impresa, finire. E' stata più impresa finire la maratona secca con una preparazione che si è rivelata inadeguata. Comunque non do ragione a Novelli, ormai ho deciso che ha torto e ragione al tempo stesso 
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romanomedio
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« Risposta #86 inserita:: Marzo 10, 2010, 20:15:33 » |
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vi chiedo se conoscete qualcuno che si sia presentato alla partenza di un IM senza allenarsi!io non conosco nessuno!
Brad Culp, caporedattore di triathlete, 1 lo conosce, se non ricordo male nel numero di febbraio narrava di un suo amico che aveva fatto non so quali trekking assurdi, e si era messo in testa di fare da lì a poco un Im, tipo in 2 mesi. Ora, in termini relativi, si è pure allenato, in quei 2 mesi, ma qui si apre il fronte di cosa intendiamo per allenamento. Comunque l'amico americano ha terminato e ampiamente nei limiti, segno che il traguardo è davvero alla portata di quasi tutti, basta non essere 250 kg di lardo con 3 by pass coronarici... Se seguo il tuo ragionamento fino in fondo, do ragione a Novelli, se uno/a si è allenato e ci mette 17 ore senza che niente sia andato storto, non si è allenato, di fatto. Cazzarola, se ho finito io, che a motore sto benone, ma che non ho fatto molti tagliandi e cambi olio, davvero non mi pare sta grande impresa, finire. E' stata più impresa finire la maratona secca con una preparazione che si è rivelata inadeguata. Comunque non do ragione a Novelli, ormai ho deciso che ha torto e ragione al tempo stesso  ci sono ci sono , per quanto io sia asociale e poco dedito alle relazioni ho conosciuto personalmente uno a roth 5 anni fà che si allenava solo la domenica e qualche volta di sabato( e non era ex pro di nulla); e non è arrivato ultimo il che mi fa pensare che quelli dietro.....
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« Risposta #87 inserita:: Marzo 10, 2010, 20:43:23 » |
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Sono molto, molto legato a Marco Novelli per i tanti ricordi dell'avventura in Canada e per i suoi trascorsi da "Flipperino". Per questo non tirerò mai i remi contro di Lui. Al riguardo però la vedo come Lui solo in parte (anche se in grande parte).. Seduti nel sedile dell'autobus che ci portava al giro di boa di bike a Kona, il grande Mauro (IronEvi) persona con una cultura sportiva sopra la norma, mi disse: "Vedi Ezio, c'è chi FA gli Ironman, e chi E' un Ironman.." L'Ironman ma lo sport in generale, è di tutti.. E' di NOI agonisti che facciamo della prestazione cronometrica la finalità del nostro allenamento, sia dei NON agonisti che puntano esclusivamente all'arrivo e a rendere "QUELLA" giornata, una giornata SPECIALE.. Potrebbe essere giusto dire che chi finisce l'Ironman in 17 ore non ha rispetto per il proprio corpo.. Ma è altrettanto giusto dire che chi fa l'Ironman in 9 ore, il che vuol dire che si allena almeno 15/20 ore a settimana, mette il proprio fisico ad una condizione estrema.. Da per me credo che non esiste il giusto e lo sbagliato. Esiste soltanto ciò che siamo e quello che ci sentiamo dentro. Ha ragione Mauro .. C'è chi l'Ironman lo è ... chi lo Fa'.... In entrambi i casi, è gente che ama vivere delle emozioni forti..
Un saluto a Marco
questa frase il grande mauro l'ha detta anche a me....a questo punto xò mi sento di dire che non l'ho capita  , mi spiego si parlava di grandi professionisti che nonostante la giornata storta portavano a termine la gara ore dopo il previsto rispetto coloro che invece come erano un attimo in difficoltà si ritiravano; da qui la distinzione tra chi lo è "dentro" e chi lo fa x lavoro,x divertimento,x sfida ecc qui invece si dibatteva se,sempre in contesto amatoriale,aveva senso definirsi tali portando a termine una gara senza opportuno allenamento e snaturando in sostanza le tre discipline stabilito che nuotare 3,800m in 2he30 non era propio "nuotare", come percorrere 42km in 6 o + ore non poteva x ragioni di fisica definirsi "corsa" anche a dispetto dei tempi limite che x ragioni di business sono oltremodo elastici..anzi direi oltre "definizione" permissivi . rimango dell'idea che la gara deve essere il frutto di allenamenti,sacrifici ,ore rubate alla famiglia-al lavoro-agli amici e spesso rischiando la salute quando si corre sotto il diluvio o quando si pedala in mezzo al traffico cittadino. Alla fine di tutto tutto questo c'è la gara che dura un giorno ma si prepara in 100 !!!! Ora x quanto possa fregare a qualcuno sono prontissimo a cambiare idea se mi fate l'esempio di Im finisher 16h che rispettano una tabella d'allenamento, corrono quando piove, nuotano anche con il mal di testa o il raffreddore, fanno i rulli in cantina a natale perchè x questioni di famiglia non sono potuti uscire in bici; e se ci sono sono curioso di vedere se il loro allenamento prevede di nuotare o stare a galla; correre o camminare ecc ecc Edo, secondo me esageri dicendo "rischiando la salute", ecc.... Io cerco durante la preparzione dell'Im di preprarmi al meglio, facendo anche sacrifici, ma nn arrivo a fare quello che tu dici. Ti faccio anche un esempio, giusto per nn parlare per sentito dire: l'anno scorso per preparare Roth, ho corso al massimo come lungo 26 km e in un combi....per giunta alterando ogni20', 1' di camminata......ho chiuso la maratona in 3:23' Quindi si può essere "buoni "Im anche senza "rischiare la salute"
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AleMello
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« Risposta #88 inserita:: Marzo 11, 2010, 10:17:29 » |
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Se seguo il tuo ragionamento fino in fondo, do ragione a Novelli, se uno/a si è allenato e ci mette 17 ore senza che niente sia andato storto, non si è allenato, di fatto.
Appunto! E aggiungerei che, se uno prende il coraggio (e il borsellino) in mano, e fa il primo passo, l'iscrizione (parlo della prima volta), ok posso capirlo se anche arriva "strisciando" con tempi vergognosi [ovviamente mi riferisco a persone fisicamente nella norma, non a over 70 o over 120kg(x fede, ti ricordi a Zurigo 2007 la tipa extra extra extra large? Dovresti averla superata in bici verso la fine del lungo lago...)] lo capisco, è la stessa cosa per le maratone. Possiamo dire che è comunque sbagliato affrontare un'IM da non allenati? Che è un errore? Errare humanum est, perseverare autem diabolicum! Qui in molti, non capiamo come mai c'è gente che o trascurando totalmente, gli allenamenti, o non raggiungendo il minimo sindacale di essi si ostini a fare mille ironman all'anno. Al primo capisco la sfida con se stessi... Al secondo pure, ma poi basta! Il poi basta è un pensiero rivolto a me, come credo che Novelli lo rivolgerebbe a se stesso e romanomedio pure, nel senso che ognuno fa quel che vuole, ma io se dovessi far un'IM in 15-16 ore non so quanta voglia avrei di ripetere... Se fosse la regola poi...  Questo non capisco, le motivazioni nel perseverare.... Tanto di cappello comunque per la tenacia e la volontà che tante persone hanno nel trascinarsi al traguardo! 
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cicloandrea
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« Risposta #89 inserita:: Marzo 11, 2010, 10:54:02 » |
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Se seguo il tuo ragionamento fino in fondo, do ragione a Novelli, se uno/a si è allenato e ci mette 17 ore senza che niente sia andato storto, non si è allenato, di fatto.
Appunto! E aggiungerei che, se uno prende il coraggio (e il borsellino) in mano, e fa il primo passo, l'iscrizione (parlo della prima volta), ok posso capirlo se anche arriva "strisciando" con tempi vergognosi [ovviamente mi riferisco a persone fisicamente nella norma, non a over 70 o over 120kg(x fede, ti ricordi a Zurigo 2007 la tipa extra extra extra large? Dovresti averla superata in bici verso la fine del lungo lago...)] lo capisco, è la stessa cosa per le maratone. Possiamo dire che è comunque sbagliato affrontare un'IM da non allenati? Che è un errore? Errare humanum est, perseverare autem diabolicum! Qui in molti, non capiamo come mai c'è gente che o trascurando totalmente, gli allenamenti, o non raggiungendo il minimo sindacale di essi si ostini a fare mille ironman all'anno. Al primo capisco la sfida con se stessi... Al secondo pure, ma poi basta! Il poi basta è un pensiero rivolto a me, come credo che Novelli lo rivolgerebbe a se stesso e romanomedio pure, nel senso che ognuno fa quel che vuole, ma io se dovessi far un'IM in 15-16 ore non so quanta voglia avrei di ripetere... Se fosse la regola poi...  Questo non capisco, le motivazioni nel perseverare.... Tanto di cappello comunque per la tenacia e la volontà che tante persone hanno nel trascinarsi al traguardo!  Ale il tuo ragionamento non fa una piega, se non fosse per il fatto che non tiene in nessuna considerazione l'ipotesi che fare un IM in 15 o 16 ore non implica necessariamente l'essersi trascinati al traguardo, così come correrlo in 9 ore non esclude che ciò sia avvenuto. Qualche anno fa presi parte alla Maratona delle Dolomiti assieme a mio padre e tagliai mano nella mano con lui il traguardo dopo ben 8 ore di pedalata. Ti posso assicurare che per lui e per me fu un'emozione fortissima amplificata dal fatto che due soli anni prima pesava 25kg di più e si trovava ricoverato in una clinica per ipertesi a Pisa. Vivemmo l'intera giornata come una festa, fermandoci a fare foto ed a mangiare ai ristori. Credimi che al termine le sue condizioni erano molto meno provate delle mie l'anno precedente quando feci fermare il crono a 5 ore e spiccioli. Da quell'anno non ha più perso un'edizione continuando ad interpretare in quel modo la corsa, a cui non perde occasione di "attaccare" una settimana di ciclismo su quelle splendide montagne. ...poi si da battaglia con i pari età in innumerevoli medio fondo ma questa è un'altra storia 
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Registrato
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Da qualche parte, sopra l'arcobaleno, il cielo è blu e i sogni che hai il coraggio di sognare si avverano (Il Mago di Oz)
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