Autore Topic: Plantari personalizzati  (Letto 24452 volte)

Offline Giustiano

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Re: Plantari personalizzati
« Risposta #15 il: Luglio 27, 2009, 14:08:08 »

Aggiungerei solo un paio di cose:
A) chi fa i plantari è il tecnico ortopedico, chi li prescrive è il medico ortopedico (o al limite li consiglia un osteopata che spesso non è un medico). IL podologo si occupa del piede a se, non in relazione alla postura.
B) i plantari ortopedici sono una cosa, le solette più o meno personalizza(te)bili un'altra.
C) i plantari da ciclismo sono (dovrebbero essere) completamente diversi da quelli per la corsa perchè diverso è il tipo di lavoro ed i punti di appoggio. Sembra ovvio ma pochissimi centri li realizzano in maniera differente.
D) scopo principale dei plantari è (a mio avviso) arricchire chi li produce

Detto questo, io uso plantari dinamici si per correre che per pedalare (veramente qesti ultimi li ho persi qualche mese fa). LI so da qando ho 16/17 anni. Mi hanno permesso di tornar a correre nonostante svariati problemi non ultimo il piede destro completamente piatto.
MI chiedo però che senso abbia n plantare, concepito filmando (come già detto) la fase di rullata, quando nella corsa la rullata non deve esserci. Non faremmo meglio a concentrarci su esercizi per rinforzare il piede e permettere un'azione di corsa più efficacie? Quanti di noi ne fanno?
Ad ogni modo se non sussistono paramorfismi di sorta il plantare è perfettamente inutile; se sussistono, l'efficacia nella corsa è comunque tutta da dimostrare.
E' ovvio che chi produce plantari li presenti come la svolta per ogni runner, voi che fareste al suo posto?
In che senso nella corsa la rullata non deve esserci ?
Ho capito male, o sbaglio da tutta la vita quando corro cercando di fare lavorare tutto il piede, dal tallone di appoggio (appoggio che via via che aumenta il ritmo si sposta sempre piu' in avanti) all'avampiede nella fase di pinta e stacco ?

correre in appoggio sul tallone porta dei traumi continui alle ginocchia.
idealmente l'appoggio dovrebbe essere d'avampiede
ACQUA, TERRA e CIELO come testimoni di ogni avventura.
Lo sport combinato alla bellezza di perdersi in un lungo viaggio per ritrovarsi liberati.

Offline icio61

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Re: Plantari personalizzati
« Risposta #16 il: Luglio 27, 2009, 17:27:15 »

Aggiungerei solo un paio di cose:
A) chi fa i plantari è il tecnico ortopedico, chi li prescrive è il medico ortopedico (o al limite li consiglia un osteopata che spesso non è un medico). IL podologo si occupa del piede a se, non in relazione alla postura.
B) i plantari ortopedici sono una cosa, le solette più o meno personalizza(te)bili un'altra.
C) i plantari da ciclismo sono (dovrebbero essere) completamente diversi da quelli per la corsa perchè diverso è il tipo di lavoro ed i punti di appoggio. Sembra ovvio ma pochissimi centri li realizzano in maniera differente.
D) scopo principale dei plantari è (a mio avviso) arricchire chi li produce

Detto questo, io uso plantari dinamici si per correre che per pedalare (veramente qesti ultimi li ho persi qualche mese fa). LI so da qando ho 16/17 anni. Mi hanno permesso di tornar a correre nonostante svariati problemi non ultimo il piede destro completamente piatto.
MI chiedo però che senso abbia n plantare, concepito filmando (come già detto) la fase di rullata, quando nella corsa la rullata non deve esserci. Non faremmo meglio a concentrarci su esercizi per rinforzare il piede e permettere un'azione di corsa più efficacie? Quanti di noi ne fanno?
Ad ogni modo se non sussistono paramorfismi di sorta il plantare è perfettamente inutile; se sussistono, l'efficacia nella corsa è comunque tutta da dimostrare.
E' ovvio che chi produce plantari li presenti come la svolta per ogni runner, voi che fareste al suo posto?
In che senso nella corsa la rullata non deve esserci ?
Ho capito male, o sbaglio da tutta la vita quando corro cercando di fare lavorare tutto il piede, dal tallone di appoggio (appoggio che via via che aumenta il ritmo si sposta sempre piu' in avanti) all'avampiede nella fase di pinta e stacco ?

correre in appoggio sul tallone porta dei traumi continui alle ginocchia.
idealmente l'appoggio dovrebbe essere d'avampiede

dopo circa sei mesi di problemi al piede DX dopo una cifra in terapie, con un eco e con RX l'ortopedico mi ha diagnossticato una artrosi e quindi un plantare.
Ieri ho provato a correre dopo circa 50 gg di fermo, rimi 5km cosi cosi, questa mattina tragitto casa-lavoro circa 6km qualche fastidio.
Speriamo bene.
Per i Plantari sono andato dal "podologo" che ha vari studi nel nord Italia:Brescia, Bologna e forse Milano.
Vedremo.

Offline Giustiano

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Re: Plantari personalizzati
« Risposta #17 il: Luglio 28, 2009, 14:26:01 »

le prossime 2 settimane sarò sotto la lente di un centro che ha base a Conegliano.
Facilmente passerò anche a Vittorio Veneto dove loro si appoggiano per fare misurazioni precise dell'apparato scheletrico.
sono stato consigliato per un paio di plantari col rialzo...sono curioso di vedere quali provvedimenti dovrò prendere alla fine.

to be continued...
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Offline MaZinga

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Re: Plantari personalizzati
« Risposta #18 il: Luglio 28, 2009, 17:15:35 »

Aggiungerei solo un paio di cose:
A) chi fa i plantari è il tecnico ortopedico, chi li prescrive è il medico ortopedico (o al limite li consiglia un osteopata che spesso non è un medico). IL podologo si occupa del piede a se, non in relazione alla postura.
B) i plantari ortopedici sono una cosa, le solette più o meno personalizza(te)bili un'altra.
C) i plantari da ciclismo sono (dovrebbero essere) completamente diversi da quelli per la corsa perchè diverso è il tipo di lavoro ed i punti di appoggio. Sembra ovvio ma pochissimi centri li realizzano in maniera differente.
D) scopo principale dei plantari è (a mio avviso) arricchire chi li produce

Detto questo, io uso plantari dinamici si per correre che per pedalare (veramente qesti ultimi li ho persi qualche mese fa). LI so da qando ho 16/17 anni. Mi hanno permesso di tornar a correre nonostante svariati problemi non ultimo il piede destro completamente piatto.
MI chiedo però che senso abbia n plantare, concepito filmando (come già detto) la fase di rullata, quando nella corsa la rullata non deve esserci. Non faremmo meglio a concentrarci su esercizi per rinforzare il piede e permettere un'azione di corsa più efficacie? Quanti di noi ne fanno?
Ad ogni modo se non sussistono paramorfismi di sorta il plantare è perfettamente inutile; se sussistono, l'efficacia nella corsa è comunque tutta da dimostrare.
E' ovvio che chi produce plantari li presenti come la svolta per ogni runner, voi che fareste al suo posto?
In che senso nella corsa la rullata non deve esserci ?
Ho capito male, o sbaglio da tutta la vita quando corro cercando di fare lavorare tutto il piede, dal tallone di appoggio (appoggio che via via che aumenta il ritmo si sposta sempre piu' in avanti) all'avampiede nella fase di pinta e stacco ?

correre in appoggio sul tallone porta dei traumi continui alle ginocchia.
idealmente l'appoggio dovrebbe essere d'avampiede

idealmente lo so anche io, ma chi ci riesce quando si corre ai normali ritmi aerobici che teniamo noi triathleti (piu' o meno bravi, piu' o meno rattoni, ognuno con il proprio ritmo aerobico) ?
per quanto mi riguarda, man mano che aumento la velocita' tocco sempre meno con il tallone, ma non riesco a toccare di avampiede neanche a ritmo gara nelle ripetute lunghe; forse solo nelle ripetute brevi (200/300 m).
Una cosa e' la teoria, un'altra la pratica  [testamuro] [imprecazioni]

Offline Giustiano

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Re: Plantari personalizzati
« Risposta #19 il: Luglio 29, 2009, 09:31:12 »

@ Mazinga
io te lo dico candidamente perchè fortunatamente è una meccanica spontanea nel mio caso.
Se sono stanco arrivo ad appoggiare piatto e passo rapidamente in appoggio di avampiede.
se rullo coi talloni mi devo fermare dopo 1km per il male alle ginocchia!
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Offline Mrindy

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Re: Plantari personalizzati
« Risposta #20 il: Luglio 29, 2009, 15:28:55 »

Aggiungerei solo un paio di cose:
A) chi fa i plantari è il tecnico ortopedico, chi li prescrive è il medico ortopedico (o al limite li consiglia un osteopata che spesso non è un medico). IL podologo si occupa del piede a se, non in relazione alla postura.
B) i plantari ortopedici sono una cosa, le solette più o meno personalizza(te)bili un'altra.
C) i plantari da ciclismo sono (dovrebbero essere) completamente diversi da quelli per la corsa perchè diverso è il tipo di lavoro ed i punti di appoggio. Sembra ovvio ma pochissimi centri li realizzano in maniera differente.
D) scopo principale dei plantari è (a mio avviso) arricchire chi li produce

Detto questo, io uso plantari dinamici si per correre che per pedalare (veramente qesti ultimi li ho persi qualche mese fa). LI so da qando ho 16/17 anni. Mi hanno permesso di tornar a correre nonostante svariati problemi non ultimo il piede destro completamente piatto.
MI chiedo però che senso abbia n plantare, concepito filmando (come già detto) la fase di rullata, quando nella corsa la rullata non deve esserci. Non faremmo meglio a concentrarci su esercizi per rinforzare il piede e permettere un'azione di corsa più efficacie? Quanti di noi ne fanno?
Ad ogni modo se non sussistono paramorfismi di sorta il plantare è perfettamente inutile; se sussistono, l'efficacia nella corsa è comunque tutta da dimostrare.
E' ovvio che chi produce plantari li presenti come la svolta per ogni runner, voi che fareste al suo posto?
In che senso nella corsa la rullata non deve esserci ?
Ho capito male, o sbaglio da tutta la vita quando corro cercando di fare lavorare tutto il piede, dal tallone di appoggio (appoggio che via via che aumenta il ritmo si sposta sempre piu' in avanti) all'avampiede nella fase di pinta e stacco ?

correre in appoggio sul tallone porta dei traumi continui alle ginocchia.
idealmente l'appoggio dovrebbe essere d'avampiede
Vero, l'articolazione della caviglia, se impatto con l'avampiede, funge da ammortizzatore e risparmia traumi alle strutture soprastanti: ginocchia, rachide etc. Ma non è questo il punto: è la cinetica stessa della corsa ad essere basata sulla risposta elastica di quest'articolazione.
La faccenda funziona così: si impatta col terreno di avampiede sotto al bacino (non avanti), il tallone scende verso terra ed in questa fase l'elemento elastico (i muscoli del polpaccio) funge da freno distendendosi, opponendo resistenza ed accumulando energia cinetica. Quando il muscolo riesce a fermare la discesa del tallone (ovviamente il fatto che riesca a fermarla prima o dopo che tocchi terra dipende dalla velocità a cui si corre, dal peso e dal grado di allenamento), il movimento riparte in senso opposto esprimendo una percentuale tanto più alta dell'energia accumulata quanto più breve sarà stato il tempo di stazione del piede a terra. A questo punto il bacino sarà già passato avanti rispetto al piede: ciò permetterà che gran parte della forza sprigionata contribuisca all'avanzamento piuttosto che a saltellare come canguri.
Se attacchi di tallone, oltre a ricevere delle tranvate pazzesche ad ogni passo, evidentemente attaccherai con il piede avanti rispetto al bacino (sotto al bacino tocchi per forza di avampiede), questo determinerà uno stop ad ogni passo ed una successiva ripartenza, per quanto mitigate dalla rullata.
La rullata va benissimo se non c'è fase di volo, non c'è necessità di riutilizzare energia cinetica della caduta, in altre parole: se si cammina o si marcia.
Chi rulla non corre, chi corre non rulla. Poi nella corsa non ci sono regole, nessuno viene squalificato e puoi tranquillamente camminare.
Dal canto mio ho provato ad imparare a correre dopo che per anni ho creduto ciò che avevo letto dalla penna di Arcelli -i fondisti fanno la rullata- ma con scarsi risultati. Invece con i ragazzi giovani mi sono accorto che facendo esercizi di forza elastica: andature, balzelli, pliometria fino alla nausea e spiegando loro la dinamica della corsa si vedono miracoli.
TRa l'altro si suda anche meno e si prendono più soddisfazioni.
Per noi tapascioni comunque è sempre lecito provare, cum grano salis, pazienza ed antinfiammatori a portata di mano  :wink:
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Offline MaZinga

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Re: Plantari personalizzati
« Risposta #21 il: Luglio 29, 2009, 21:27:07 »

Aggiungerei solo un paio di cose:
A) chi fa i plantari è il tecnico ortopedico, chi li prescrive è il medico ortopedico (o al limite li consiglia un osteopata che spesso non è un medico). IL podologo si occupa del piede a se, non in relazione alla postura.
B) i plantari ortopedici sono una cosa, le solette più o meno personalizza(te)bili un'altra.
C) i plantari da ciclismo sono (dovrebbero essere) completamente diversi da quelli per la corsa perchè diverso è il tipo di lavoro ed i punti di appoggio. Sembra ovvio ma pochissimi centri li realizzano in maniera differente.
D) scopo principale dei plantari è (a mio avviso) arricchire chi li produce

Detto questo, io uso plantari dinamici si per correre che per pedalare (veramente qesti ultimi li ho persi qualche mese fa). LI so da qando ho 16/17 anni. Mi hanno permesso di tornar a correre nonostante svariati problemi non ultimo il piede destro completamente piatto.
MI chiedo però che senso abbia n plantare, concepito filmando (come già detto) la fase di rullata, quando nella corsa la rullata non deve esserci. Non faremmo meglio a concentrarci su esercizi per rinforzare il piede e permettere un'azione di corsa più efficacie? Quanti di noi ne fanno?
Ad ogni modo se non sussistono paramorfismi di sorta il plantare è perfettamente inutile; se sussistono, l'efficacia nella corsa è comunque tutta da dimostrare.
E' ovvio che chi produce plantari li presenti come la svolta per ogni runner, voi che fareste al suo posto?
In che senso nella corsa la rullata non deve esserci ?
Ho capito male, o sbaglio da tutta la vita quando corro cercando di fare lavorare tutto il piede, dal tallone di appoggio (appoggio che via via che aumenta il ritmo si sposta sempre piu' in avanti) all'avampiede nella fase di pinta e stacco ?

correre in appoggio sul tallone porta dei traumi continui alle ginocchia.
idealmente l'appoggio dovrebbe essere d'avampiede
Vero, l'articolazione della caviglia, se impatto con l'avampiede, funge da ammortizzatore e risparmia traumi alle strutture soprastanti: ginocchia, rachide etc. Ma non è questo il punto: è la cinetica stessa della corsa ad essere basata sulla risposta elastica di quest'articolazione.
La faccenda funziona così: si impatta col terreno di avampiede sotto al bacino (non avanti), il tallone scende verso terra ed in questa fase l'elemento elastico (i muscoli del polpaccio) funge da freno distendendosi, opponendo resistenza ed accumulando energia cinetica. Quando il muscolo riesce a fermare la discesa del tallone (ovviamente il fatto che riesca a fermarla prima o dopo che tocchi terra dipende dalla velocità a cui si corre, dal peso e dal grado di allenamento), il movimento riparte in senso opposto esprimendo una percentuale tanto più alta dell'energia accumulata quanto più breve sarà stato il tempo di stazione del piede a terra. A questo punto il bacino sarà già passato avanti rispetto al piede: ciò permetterà che gran parte della forza sprigionata contribuisca all'avanzamento piuttosto che a saltellare come canguri.
Se attacchi di tallone, oltre a ricevere delle tranvate pazzesche ad ogni passo, evidentemente attaccherai con il piede avanti rispetto al bacino (sotto al bacino tocchi per forza di avampiede), questo determinerà uno stop ad ogni passo ed una successiva ripartenza, per quanto mitigate dalla rullata.
La rullata va benissimo se non c'è fase di volo, non c'è necessità di riutilizzare energia cinetica della caduta, in altre parole: se si cammina o si marcia.
Chi rulla non corre, chi corre non rulla. Poi nella corsa non ci sono regole, nessuno viene squalificato e puoi tranquillamente camminare.
Dal canto mio ho provato ad imparare a correre dopo che per anni ho creduto ciò che avevo letto dalla penna di Arcelli -i fondisti fanno la rullata- ma con scarsi risultati. Invece con i ragazzi giovani mi sono accorto che facendo esercizi di forza elastica: andature, balzelli, pliometria fino alla nausea e spiegando loro la dinamica della corsa si vedono miracoli.
TRa l'altro si suda anche meno e si prendono più soddisfazioni.
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Mrindy, se mi insegni a correre senza rullare, vinci una settimana gratis (in bassa stagione) a Taormina.
Io sono pronto a fare tutti gli esercizi del mondo e, convinto che il gesto tecnico debba tendere a quello teoricamente "perfetto", mi piace studiare e sperimentare per migliorare.
Ma come si fa ???????
Quando tre anni fa ho cominciato a correre, amici istruttori ISEF mi avevano detto che si corre sull'avampiede, e io ci ho anche provato, ma avevo dolori dappertutto.
ora corro rullando felicemente, e ho dolori solo ai tendini di achille-

Offline MaZinga

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Re: Plantari personalizzati
« Risposta #22 il: Luglio 29, 2009, 21:29:13 »

quindi dovrei imparare a toccare con il piede piu' arretrato.
e in tutto questo, e' teoricamente corretto sforzarsi di tenere il busto eretto, o e' meglio se leggermente inclinato in avanti ?

Offline Mrindy

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Re: Plantari personalizzati
« Risposta #23 il: Luglio 29, 2009, 22:11:49 »

Beh, eretto ma leggermente sbilanciato in avanti. Secondo me, per capire la giusta posizione, sono utili anche degli esercizi di proprio cezione che si fanno stando in piedi e spostando il peso avanti, dietro, a dx, a sx. Ti accorgi che spostando il peso avanti, pur senza sollevare il tallone, sei più reattivo. Se lo tieni sui talloni, per schiodarti di terra ci vuole un'era glaciale.
L'inclinazione avanti deve essere minima, un leggero sblianciamento appunto, altrimenti finisci per correre piegato in due perdendoti le gambe dieto come fa qualcuno.
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Offline MaZinga

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Re: Plantari personalizzati
« Risposta #24 il: Luglio 30, 2009, 09:52:28 »

Beh, eretto ma leggermente sbilanciato in avanti. Secondo me, per capire la giusta posizione, sono utili anche degli esercizi di proprio cezione che si fanno stando in piedi e spostando il peso avanti, dietro, a dx, a sx. Ti accorgi che spostando il peso avanti, pur senza sollevare il tallone, sei più reattivo. Se lo tieni sui talloni, per schiodarti di terra ci vuole un'era glaciale.
L'inclinazione avanti deve essere minima, un leggero sblianciamento appunto, altrimenti finisci per correre piegato in due perdendoti le gambe dieto come fa qualcuno.

Ma per correre senza rullare, toccando terra con i piedi sotto il bacino, quindi piu' arretrati di quanto sono abituato a fare, che esercizi potrei fare ?

Offline Giustiano

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Re: Plantari personalizzati
« Risposta #25 il: Luglio 30, 2009, 10:59:17 »

Beh, eretto ma leggermente sbilanciato in avanti. Secondo me, per capire la giusta posizione, sono utili anche degli esercizi di proprio cezione che si fanno stando in piedi e spostando il peso avanti, dietro, a dx, a sx. Ti accorgi che spostando il peso avanti, pur senza sollevare il tallone, sei più reattivo. Se lo tieni sui talloni, per schiodarti di terra ci vuole un'era glaciale.
L'inclinazione avanti deve essere minima, un leggero sblianciamento appunto, altrimenti finisci per correre piegato in due perdendoti le gambe dieto come fa qualcuno.

Ma per correre senza rullare, toccando terra con i piedi sotto il bacino, quindi piu' arretrati di quanto sono abituato a fare, che esercizi potrei fare ?


non ricordo se l'ho trovato su 3D nel forum, però ti/vi giro sto link:

http://newtonrunning.com/run-better/optimal-running-form
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Offline Mrindy

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Re: Plantari personalizzati
« Risposta #26 il: Agosto 02, 2009, 22:52:55 »

Mrindy, se mi insegni a correre senza rullare, vinci una settimana gratis (in bassa stagione) a Taormina.
Io sono pronto a fare tutti gli esercizi del mondo e, convinto che il gesto tecnico debba tendere a quello teoricamente "perfetto", mi piace studiare e sperimentare per migliorare.
Ma come si fa ???????
Quando tre anni fa ho cominciato a correre, amici istruttori ISEF mi avevano detto che si corre sull'avampiede, e io ci ho anche provato, ma avevo dolori dappertutto.
ora corro rullando felicemente, e ho dolori solo ai tendini di achille-
Se sei under 15 accetto  :D
E' difficile cambiare modo di corsa quando si è grandi. Io su di me ci ho provato ma con scarsi risultati.
Comunque la tecnica nella corsa, secondo me, dipende moltissimo dalle basi condizionali sottostanti. Mi spiego: è inutile voler usare i piedi come delle molle se si possiedono due caciotte.
IO comincerei con esercizi di potenziamento e sensibilità. Molleggi; andature tipo tacco, punta, interno, esterno, rullata; esercizi con la pallina etc. Quando si è arrivati ad un buon potenziamento aspecifico si può cominciare con corse speciali (skip, calciata etc in tutte le salse) e poi con esercizi di pliometria e balzi. Frattanto ci si esercita nella corsa a spostare in dietro il punto di contatto col terreno e si tenta di correre a piccoli passi e di aumentare la frequenza (il chè, oltre a rendere meno dispendiosa la corsa, riduce la possibilità di traumi durante il cambio di corsa).
Comunque sul tema bisognerebbe far intervenire ironmin che ne sa certo più di me.
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Offline Giustiano

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Re: Plantari personalizzati
« Risposta #27 il: Agosto 03, 2009, 10:55:15 »
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Re: Plantari personalizzati
« Risposta #28 il: Agosto 25, 2009, 23:01:22 »

giovedì prossimo visita di controllo per misurazione arti presso Walkable...visita gratuita, costo plantari (detti con sitema a levitazione) circa 280/300 euro.
continuo ad avere l'impressione che ci sia uno sciame di fantomatici esperti che propinano soluzioni per risolvere i problemi di appoggio postura etc, senza che siano in grado di convincermi a pieno con le loro spiegazioni.
Lavoro nel settore della calzatura e parlo con un minimo di conoscenza: i plantari non valgono 300 euro e molte volte le modifiche apportate per riparare un problema diventano causa di nuovi problemi.
Sapere a chi affidarsi è difficile e i costi lievitano in maniera esponenziale quando ci si affida a "centri specializzati".
fin'ora non ho letto opinioni di persone che sono coinvolte in qualche maniera, come dottori o fisioterapisti o semplicemente persone un po' più informate.
io posso dirvi che plantari molto evoluti che si usano nelle calzature più tecniche (piccole opere di ingegneria) costano in casi particolari 10 euro ma parliamo di plantari prodotti con caratteristiche non comuni.
Se siete in grado di farlo, vi chiedo di convincermi e magari aggiungete qualche riferimento, nomi, dati che possano essere utilizzati.
Grazie mille!  _sor0001
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Offline marcopilu

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Re: Plantari personalizzati
« Risposta #29 il: Agosto 25, 2009, 23:22:39 »

giovedì prossimo visita di controllo per misurazione arti presso Walkable...visita gratuita, costo plantari (detti con sitema a levitazione) circa 280/300 euro.
continuo ad avere l'impressione che ci sia uno sciame di fantomatici esperti che propinano soluzioni per risolvere i problemi di appoggio postura etc, senza che siano in grado di convincermi a pieno con le loro spiegazioni.
Lavoro nel settore della calzatura e parlo con un minimo di conoscenza: i plantari non valgono 300 euro e molte volte le modifiche apportate per riparare un problema diventano causa di nuovi problemi.
Sapere a chi affidarsi è difficile e i costi lievitano in maniera esponenziale quando ci si affida a "centri specializzati".
fin'ora non ho letto opinioni di persone che sono coinvolte in qualche maniera, come dottori o fisioterapisti o semplicemente persone un po' più informate.
io posso dirvi che plantari molto evoluti che si usano nelle calzature più tecniche (piccole opere di ingegneria) costano in casi particolari 10 euro ma parliamo di plantari prodotti con caratteristiche non comuni.
Se siete in grado di farlo, vi chiedo di convincermi e magari aggiungete qualche riferimento, nomi, dati che possano essere utilizzati.
Grazie mille!  _sor0001
C'è un errore??
per i plantari ho lasciato perdere perchè amici che li usano dicono che se li adoperi costantemente non fanno due stagioni...e allora da buon ligure le palanche le tengo per altro... :wink:
I HAVE NO DREAM, MA MI PIACE U PILU