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La lettera aperta ai triatleti di Nonno Guido

La lettera aperta ai triatleti di Nonno Guido

Abbiamo ricevuto e pubblichiamo questo accorato appello di Guido Donà, appassionato triatleta italiano residente in Svizzera, che sprona i triatleti italiani al rispetto della regola del no draft nelle gare long distance.


Cari amici triatleti italiani,

sono oramai di età avanzata, ma ho ancora la fortuna e la grande passione di potere praticare il nostro magnifico sport, rispettando le sue regole.

Quando durante le gare a cui partecipo vedo, purtroppo, che in molte occasioni la regola del no draft non viene rispettata, continuo a imbestialirmi.

Ho notato con rammarico che quando capita, nei gruppi che si formano, gli italiani non mancano mai… E questo ho potuto constatarlo con i miei occhi sia nelle gare italiane, sia in quelle straniere.

Non solo con protagonisti ciclisti in difficoltà o deboli, ma anche concorrenti che sanno andare a più di 40 all’ora.

Quando mi capitava di assistere al fatto, non mancavo mai di rimproverare, affannandomi, sempre peraltro con un esito tutt’altro che positivo. Oramai, anche se questo continua a infastidirmi, non insisto più perché mi fa perdere troppe energie.

Mi è capitato di parlarne nei post gara con alcuni triatleti che non hanno rispettato la regola no draft e gli argomenti che sono usciti andavano dall’esserne fieri di farlo al trovare tutte le scuse inimmaginabili…!

E se per caso si beccano una penalità, non vi dico cosa salta fuori, ho assistito anche a dei casi di violenza, per fortuna solo a parole.

Abito in Svizzera, a Ginevra, da quasi 50 anni, ma sono italiano e sono fiero di esserlo!

Lo sono un po’ meno quando mi allineo in gare all’estero e mi sento preso di mira, da parte dei concorrenti e dai commissari di gara, per la nostra brutta reputazione del non rispetto di questa regola. E questo mi fa male.

Per me non rispettare questa regola di base è come se un concorrente avesse nella sua bici una assistenza meccanica.

Cari connazionali che praticate questo sport, se vi considerate dei triatleti, dovete anche rispettare le regole che sono imposte, altrimenti non lo sarete mai!

Rispettare questa regola significa anche rispettare ogni concorrente, tra cui ci sono anche tanti vostri amici.

Perché il triathlon è una gara individuale e lo deve restare, è per questo che è bello e ci emoziona ed esalta così tanto!

Quando la gara finisce dobbiamo essere fieri di quello che si è riusciti a fare, da soli, indipendentemente dalla classifica.

Tutto quello che si è potuto ottenere di meglio, sfruttando il non rispetto di questa regola, non ha nessun valore, sfalsa il risultato della gara e sopratutto non è onorevole nei propri confronti. E’ una questione di etica.

Questo sport mi ha dato la possibilità di conoscere delle persone squisite con le quali continuo a restare in contatto a distanza di anni, sia in Italia che all’estero; il bello di questo sport è che c’è già tanto rispetto reciproco indipendentemente dal sesso, l’età, le capacità fisiche. Per questa ragione dobbiamo rispettare le regole.

Per fortuna, non siamo tutti uguali, conosco tanti triatleti italiani che sono rispettosi all’estremo e a loro va tutta la mia stima e il mio rispetto.

Dico solo che questo numero deve assolutamente aumentare e lo so che si può fare.

Un caro abbraccio,
Nonno Guido


Ironman Mallorca 2015, Guido Donà è secondo M65

Ironman Mallorca 2015, Guido Donà è secondo M65


La mia storia

Sono nato in provincia di Venezia nel 1950, ho due figli e una moglie che mi segue nelle gare e mi sprona, nel buon senso intendiamoci.
Attualmente sono pensionato e felice nonno di due nipotini; quando era ancora autorizzato negli Ironman, in 3 occasioni ho potuto passare la linea del traguardo insieme con loro e, indipendentemente dal tempo impiegato, quelli sono i miei più bei ricordi.
Sono un ciclista amatoriale dal 1970. Il mio primo triathlon l’ho corso nel 2004 in Svizzera; il primo Ironman nel 2006.
Prima del 2004, a 54 anni non avevo mai corso a piedi e non riuscivo a nuotare 50 m di fila…
Con soli 2 anni di pausa (nel 2013 e 2014, all’epoca pensavo di avere chiuso con le corse), ho partecipato a più di 100 gare di triathlon in tutte le distanze, con 4 maratone.
Le ho portate a termine tutte tranne due: Candia per un incidente bici ed Embrun, dove sono stato costretto ad abbandonare dopo 11 km corsa (si era spenta la luce).
Avendo cominciato tardi dovevo recuperare il tempo perso!
Ho concluso 13 triathlon medi, 4 long distance e 15 iron distance (tra cui 2 Elbaman, e 2 Ironman Kona Hawaii, nel 2007 e 2016).
Ho conquistato diversi podi nei campionati Italiani e Svizzeri e in diverse altre gare.
Il mio programma 2018, sperando tutto vada bene, prevede l’Ironman 70.3 Barcellona, l’Ironman 70.3 Italy a Pescara, l’Ironman Vichy a staffetta (mio figlio nuoto, nonno Guido pedala e mio genero corre la maratona) e… Ironman Cervia!


Il portacolori del Torino Triathlon Guido Donà ha vinto il bronzo all'Ironman 70.3 Kraichgau 2016

Il portacolori del Torino Triathlon Guido Donà ha vinto il bronzo all’Ironman 70.3 Kraichgau 2016


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About The Author

daddo

Dario 'daddo' Nardone, triatleta, speaker, giornalista e mental coach entusiasta e appassionato, l’endurance scorre nelle sue vene e fa parte della sua vita, sportiva e lavorativa, dal 1995. Pronto con il pettorale, con il microfono o dietro il suo portatile, sui campi gara in Italia e in giro per il mondo. Desiderio, Decisione, Dedizione… Fino in fondo #daddocè! #ioTRIamo

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