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Gwen Jorgensen campionessa olimpica a Rio 2016!

Gwen Jorgensen campionessa olimpica a Rio 2016!

La statunitense Gwen Jorgensen ce l’ha fatta e sabato 20 agosto si è laureata campionessa olimpica al termine del triathlon di Rio 2016.

Entusiasmante la lotta con la vincitrice di Londra 2012, la rossocrociata Nicola Spirig, splendido argento e prima donna a conquistare 2 medaglie alle Olimpiadi della triplice.

Il podio si completa con la britannica Vicky Holland che batte in volata la connazionale Non Stanford.

Le due azzurre: Charlotte Bonin è 17^ dopo aver effettuato le prime due frazioni con il gruppo delle più forti, Anna Maria Mazzetti perde il treno giusto in bici e chiude al 29° posto.

Il via della gara femminile di triathlon a Rio 2016 (Foto: International Triathlon Union / Delly Carr)

Il via della gara femminile di triathlon a Rio 2016 (Foto: International Triathlon Union / Delly Carr)

Partenza alle 11 in punto anche per la gara femminile, senza muta e con onda lunga è un nuoto non semplice; la solita spagnola Caroline Routier si mette davanti a dare ritmo ed è la prima ad uscire dall’acqua.

La prima transizione decide e battezza, come nella gara maschile, quella che sarà la fuga buona e che vedrà ben 18 triatlete riuscire a percorrere tutti e 40 i chilometri insieme, nonostante i continui tentativi, in particolare di Nicola Spirig, di smuovere le acque.

Il gruppo delle battistrada è composto oltre che da Spirig, da Lisa Norden, Rachel Klamer, Jolanda Annen, Gwen Jorgensen, Barbara Riveros, Emma Moffatt, Yuka Sato, Non Stanford, Vicky Holland, Erin Densham, Katie Zaferes, Claudia Rivas, Nicky Samuels, Andrea Hewitt, Flora Duffy, Mari Rabie e dalla nostra azzurra Charlotte Bonin.

La valdostana si aggancia con i denti e tiene duro chilometro dopo chilometro, non mollando mai la presa e riuscendo a ricucire sempre con grande determinazione i piccoli buchi che si creano per via delle tremende trenate delle ragazze in testa.

Jorgensen nei primi giri è costretta sulla difensiva in fondo al gruppo, poi risale ed è lei in prima persona a controllare le sfuriate di Spirig, scattando e ricucendo gli strappi creati dalla svizzera e dominando la situazione con grande maestria.

Nicola Spirig in testa al gruppo delle 18 in fuga nel triathlon di Rio 2016 (Foto: International Triathlon Union / Delly Carr)

Nicola Spirig in testa al gruppo delle 18 in fuga nel triathlon di Rio 2016 (Foto: International Triathlon Union / Delly Carr)

“Deludenti” le altre forti cicliste del gruppo, in primis Duffy e Norden, con in particolare la portacolori delle Isole Bermuda che ha passato la maggiorparte dei 40K sulla difensiva nella pancia del gruppo, andando solo nella prima parte della prova sulle due ruote a tirare davanti, senza peraltro mai concertare con Spirig un attacco mirato per cercare di staccare “l’aliena statunitense”.

In palla e sempre vigili le due britanniche Holland e Stanford e lo scricciolo cileno Riveros, mentre più di una volta si sono ritrovate a rincorrere con grande fatica per non perdere il treno delle prime sia le due aussie Moffatt e Densham, sia la statunitense Zaferes; costretta al ritiro invece a metà frazione per problemi muscolari l’altra “stars&stripes” Sarah True.

Dunque, nonostante le dure salite con punte del 15% di pendenza e il ritmo indiavolato imposto da Spirig, le 18 triatlete sono arrivate insieme in T2, con un vantaggio abissale sul gruppo delle inseguitrici, tra cui c’è anche la nostra Anna Maria Mazzetti, che pagheranno oltre 3′ di ritardo!

L'azzurra Anna Maria Mazzetti nella frazione bike di Rio 2016 (Foto: International Triathlon Union / Janos Schmidt)

L’azzurra Anna Maria Mazzetti nella frazione bike di Rio 2016 (Foto: International Triathlon Union / Janos Schmidt)

Rabie è velocissima nella transizione e percorre i primi metri della corsa da sola in testa, ma il fuoco di paglia sudafricano si spegne nel giro di poche centinaia di metri e davanti scattano subito le due regine, Spirig e Jorgensen, con dietro un quartetto a lottare per il bronzo: Holland, Stanford, Riveros e Moffatt.

E’ davvero entusiasmante la lotta tra la svizzera e la statunitense, un duello che continua per 8K con un alternarsi continuo delle due atlete in testa, con l’altra mezzo passo di lato a fiatare sul collo dell’avversaria: una lotta fisica e mentale da brividi!

Alla fine del terzo giro va in scena un qualcosa di sbalorditivo, sembra di assistere a una gara di ciclismo, con le due ragazze che si guardano e si spostano da una parte all’altra della sede stradale invitandosi vicendevolmente con sguardi e parole a mettersi davanti a tirare, rischiando peraltro di perdere preziosi secondi di vantaggio sulle inseguitrici.

Un incontro di box alla Rocky Balboa, una sfida continua a dare il pugno del KO, a piazzare lo scatto vincente, un altalenarsi di sguardi, di parole, di cambi di ritmo, fino ad arrivare al termine del giro e all’inizio del quarto e ultimo lap.

Sul viso di Gwen e Nicola la fatica e allo stesso tempo l’incrollabile voglia di realizzare un sogno; su quello della nordamericana si legge anche tutta la pressione di un’atleta che ha dominato il quadriennio e si è portata a Rio 2016 l’etichetta di favorita assoluta.

Nicola sembra più leggera e ha fatto sin qui una gara eccezionale, ha dato spettacolo sulle due ruote e sta sorprendendo il mondo reggendo a piedi con l’aliena proveniente dagli USA che non ha mai dato scampo nella frazione run a nessuna.

Il fantastico duello nel triathlon di Rio 2016 tra Nicola Spirig e Gwen Jorgensen (Foto: International Triathlon Union / Delly Carr)

Il fantastico duello nel triathlon di Rio 2016 tra Nicola Spirig e Gwen Jorgensen (Foto: International Triathlon Union / Delly Carr)

E proprio dopo poche centinaia di metri dall’inizio dell’ultimo giro arriva lo scatto decisivo dell’aliena, una rasoiata feroce che sin da subito si intuisce quanto sia devastante: per Spirig non c’è nulla da fare, si deve arrendere a sua maestà Jorgensen!

Che finalmente, appena calpesta la moquette azzurra e imbocca il rettilineo d’arrivo, si rilassa e si può concedere un gioioso sorriso che subito dopo la finish line si trasforma in un pianto a dirotto che sancisce la conquista della sua strameritata medaglia d’oro.

Applausi convinti anche per Spirig, prima donna a vincere due medaglie nel triathlon alle Olimpiadi, con Holland che brucia in una bellissima volata la sua amica Stanford, andandosi a prendere la medaglia di bronzo.

Top ten completata da Riveros, Moffatt, Hewitt, Duffy, Rivas, Klamer. Le prime 18 sono le 18 andate in fuga, con la nostra Charlie Bonin che è 17^ e con il braccio alzato e le lacrime agli occhi conclude la sua avventura olimpica di Rio 2016.

La prima delle “ritardatarie” è Helen Jenkins, 19^, la donna che era riuscita a interrompere la striscia vincente di Jorgensen in WTS; Ashleigh Gentle, un’altra delle accreditate per lottare per il podio è 26^.

La nostra Anna Maria Mazzetti perde lo sprint con Lindemann e chiude 29^ davanti alla più giovane del gruppo, Cassandre Beaugrand, e alla slovena d’Italia Mateja Simic; ancora più attardata un’altra big, Ai Ueda, solo 39^, di una posizione davanti alla beniamina di casa verdeoro Pamella Oliveira; ritiro per la spagnola Ainhoa Murua, alla sua quarta Olimpiade, costretta ad arrendersi al dolore per la frattura da stress al calcagno.

Charlotte Bonin commossa al traguardo del triathlon di Rio 2016

Charlotte Bonin commossa al traguardo del triathlon di Rio 2016


CLASSIFICA TRIATHLON DONNE RIO 2016

CRONACA E CLASSIFICA TRIATHLON UOMINI RIO 2016


«It is pretty crazy to show up on the day after four years and accomplish what I said I wanted to accomplish for four years. It is a huge sentiment to both my husband and my coach, they have invested way more in me than anyone will ever know. We work together, so this is as much their medal as it is mine. I have been saying this all year. I wanted to get to August 20th, I wanted to cross that line and get the gold medal, so it is pretty incredible that I was actually able to do it.»
– Gwen Jorgensen

 

«Esprimere quello che ho provato oggi tagliando il traguardo non si può descrivere… A mente fredda potrò dilungarmi nei miei soliti poemi, ora posso e voglio solo dire che l’energia che mi avete trasmesso con messaggi video e pensieri mi ha spinto sopra le onde, messo il motore in bici su quella salita durissima e scortato fino all’arrivo. Per non parlare del tifo sul campo di tre pazzi valdostani che mi hanno riempito il cuore! Un semplice ma emozionato GRAZIE! Questo piccolo ma grande risultato è anche vostro!»
– Charlotte Bonin


Il podio femminile del Triathlon dei Giochi di Rio 2016: trionfa Gwen Jorgensen (Foto: International Triathlon Union / Delly Carr)

Il podio femminile del Triathlon dei Giochi di Rio 2016: trionfa Gwen Jorgensen (Foto: International Triathlon Union / Delly Carr)

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daddo

Dario 'daddo' Nardone, triatleta, speaker, giornalista e mental coach entusiasta e appassionato, l’endurance scorre nelle sue vene e fa parte della sua vita, sportiva e lavorativa, dal 1995. Pronto con il pettorale, con il microfono o dietro il suo portatile, sui campi gara in Italia e in giro per il mondo. Desiderio, Decisione, Dedizione… Fino in fondo #daddocè! #ioTRIamo

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