Gli iridati dell’Ironman Hawaii sono Frederik van Lierde e Mirinda Carfrae, 11 azzurri finisher

Ironman Hawaii 2013

Ironman Hawaii 2013

Per il 35° anno si è disputato il Mondiale Ironman Hawaii a Kailua-Kona. La gara ha preso il via sabato 12 ottobre alle 18.30 italiane con il via dei PRO uomini, dopo pochi minuti le PRO donne e quindi la terza partenza, quella degli Age Group.

Al GoPro Ironman World Championship hanno preso parte oltre 2.000 triatleti proveniente da 52 nazioni e con un’età compresa tra i 18 e gli 81 anni.

In campo maschile, dopo 6 vittorie di fila di atleti australiani (3 volte Alexander, 2 McCormack e nel 2012 Jacobs), per la terza volta ha trionfato il Belgio: dopo le due vittorie di Luc Van Lierde (nel 1996 e nel 1999), è toccato a Frederik van Lierde salire sul trono.

Non c’è parentela tra i due, ma il filo è direttissimo, dato che Luc è l’allenatore di Fred e l’ha preparato al meglio per dare l’assalto alla corona d’alloro.

Il primo colpo di scena c’è stato ancora prima del via, con il forfait per un infortunio di Andy Potts, il nuotatore più forte del circuito Ironman.

C’è un gruppo nutrito di triatleti che esce dall’acqua in 51 minuti e spicci, con tutti i più attesi protagonisti in fila indiana che corrono verso la prima transizione. In sella, ben presto prende la testa l’americano Andrew Starykowicz.

Lo statunitense nel 2012 in Florida ha ottenuto la migliore prestazione di sempre in un Ironman nella sezione bike, chiudendo in 4 ore e 4 minuti. Spinge forte e mette in difficoltà tutti i suoi inseguitori.

Tra i quali si mettono in mostra l’attesissimo campione del mondo Ironman 70.3, Sebastian Kienle, e Luke McKenzie. Ed è proprio l’australiano a farsi sotto e riprendere Starykowicz, con il tedesco più indietro.

Starykowicz è il primo ad arrivare alla T2 e chiude i suoi 180K in 4:21:50; non c’è nuovo record (che continua ad appartenere a Normann Stadler, 4:18:23 nel 2006), ma comunque la sua prova è da incorniciare: 4:21:50. Anche se di fatto la sua gara finisce prima della maratona. Per lui i 42.2K finali saranno molto lunghi e lo porteranno a terminare in 21^ posizione.

McKenzie prende subito la testa della gara e continua spedito con il suo ritmo sostenuto, davvero in una giornata di grazia. Ma la progressione di Van Lierde è inarrestabile e inevitabilmente arriva il momento del sorpasso.

Fino all’arrivo gioioso al traguardo, con braccia al cielo e la chiusura nel tempo di 8 ore, 12 minuti e 29 secondi.

Medaglia d’argento per McKenzie, mentre il bronzo è difeso con i denti da Kienle che tiene giù dal podio il sudafricano James Cunnama. Notevole la rimonta a piedi anche del primo statunitense al traguardo, Tim O’Donnell.

Altrettanto bella è stata la prova di Ivan Rana, all’esordio a Kona e da pochi mesi dedito alle distanze lunghe, lui che è stato un grande campione del circuito ITU di triathlon olimpico, che l’ha portato a concludere alle spalle di O’Donnell, al sesto posto, con la seconda miglior maratona di giornata: 2:47:54.

A seguire, Tyler Butterfield delle Bermuda; l’altro belga Bart Aernouts, autore di un grande 2:44:03 nei 42.2K finali, la migliore maratona di giornata; i due tedeschi Timo Bracht e Faris Al-Sultan che ci sono sempre nelle posizioni di vertice.

Lo spagnolo Eneko Llanos, uno dei favoriti della vigilia, ha chiuso “solo” all’11° posto, mentre ancora più lontano si è piazzato il 3 volte Ironman World Champ: l’australiano ha chiuso al 23° posto?

Da segnalare due prove maiuscole di Age Group: il sudafricano Kyle Buckingham è stato il primo degli M30-34 terminando 16° assoluto con il crono di 08:37:26; il tedesco Christian Mueller ha vinto invece la categoria M40-44, impiegando quattro minuti in più.

Purtroppo fermata dal cuf off la mitica e leggendaria Sister Madonna Buder, mentre invece al traguardo sono arrivati tra gli altri, una triatleta di 77 anni, statunitense, Harriet Anderson; e un giapponese ottantenne, Hiromu Inada, che ha vinto la sua personale sfida.

Anche Gordon Ramsay si è tolto la soddisfazione di terminare la prova: ha nuotato in 1:21:20, pedalato in 6:35:54 e correre per 5:48:31 prima di poter tagliare il traguado in 14 ore, 4 minuti e 48 secondi.

La gara femminile ha salutato il trionfo dell’australiana Mirinda Carfrae, al suo secondo successo dopo quello ottenuto nel 2010. All’epoca era allenata da una grande campionessa della distanza olimpica, la statunitense Siri Lindley. Dopo due anni, Lindley è tornata a seguire Mirinda ed è arrivato il secondo alloro.

Carfrae è uscita a 4′ dalle battistrada dai 3.8K in acqua e ha perso altri 3′ nei 180K in bici. Ma la sua maratona è stata semplicemente eccezionale: ha fatto segnare il nuovo record, che deteneva lei stessa (2011, 2:52:09), correndo i 42.2K in 2:50:38, ovvero il terzo tempo assoluto di giornata, dietro solo a quello di Aernouts (2:44:03) e Rana (2:47:54) e migliore anche di Van Lierde.

Ha così sopravanzato e staccato la sua diretta avversaria, la britannica Rachel Joyce, e ha chiuso facendo segnare anche il nuovo record della gara, nel tempo totale di 8:52:14, demolendo il precedente primato che aveva stabilito la britannica Chrissie Wellington nel 2009 (8:54:02).

Alle sue spalle è giunta Joyce, anche lei capace di andare sotto il muro delle tre ore: uscita dall’acqua con le più veloci, è rimasta nel gruppo delle leader anche nei 180K di bici e poi ha mantenuto la testa della corsa per diversi chilometri in maratona.

A completare il podio, un’altra brit, Liz Blatchford, che ha deciso di partecipare al Mondiale Ironman solo ad agosto e che non si pensava potesse arrivare a lottare per le primissime posizioni.

Accesa la lotta con l’olandese Yvonne van Vlerken (miglior split bike) che si è dovuta arrendere e “accontentare” del quarto posto tagliando il traguardo 59″ dopo Blatchford.

Deludente la prova della svizzera Caroline Steffen, che non ha sferrato l’atteso attacco in bici e che poi in maratona è naufragata, rischiando anche il rientro di Caitlin Snow: la statunitense ha nella maratona la sua arma migliore e l’ha fatto vedere anche a Kona, unica capace di scendere sotto il muro delle 3 ore (2:58:51), seconda soltanto alla regina Mirinda.

A completare il podio, l’altra statunitense Meredith Kessler, per tanti chilometri in testa in sella, quindi la danese Michelle Vesterby, laneozelandese Gina Crawford e la francese Catherine Faux.

Lontanissima la detentrice del titolo Leanda Cave che è arrivata in T2 a ridosso delle più forti, ma che poi non è stata capace di ripetere l’exploit del 2012 in maratona, corsa in 3:27:38, per un crono totale di 9:25:07 che le è valso la 13^ posizione.

Da sottolineare invece la prova della grande campionessa rossocrociata Natascha Badmann: la sei volte vincitrice del titolo iridato a Kona, all’età di 47 anni ha chiuso la sua prova in 9:27:57, classificandosi al 15° posto assoluto.

Per quanto riguarda gli italiani, tutti e 11 gli Age Group azzurri al via sono arrivati a tagliare il traguardo, il più veloce è stato Franco Prezzi; tra loro, anche una donna, Gabi Winck.

ELENCO COMPLETO, LE FOTO E IL RACCONTO DELLA GARA DEGLI 11 ITALIANI

LIVE DELLA GARA MINUTO PER MINUTO

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Ulteriori informazioni nelle TRINEWS.

VIDEO IRONMAN HAWAII PRO
httpv://www.youtube.com/watch?v=in_YkJQAOoM

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Dario Daddo Nardone, papy, marito, triatleta, speaker, giornalista e mental coach entusiasta e appassionato! L’endurance e il triathlon scorrono nelle sue vene e fanno parte della sua vita, sportiva e lavorativa, dal 1995. Pronto con il pettorale, con il microfono o dietro il suo portatile, sui campi gara in Italia e in giro per il mondo. Desiderio, Decisione, Dedizione… Fino in fondo #daddocè! #ioTRIamo❤

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