Select Page

Mark Webber entusiasta della sua Swisse Tasmania Challenge, foto e video

Mark Webber è sicuro che l’adventure race Swisse Mark Webber Tasmania Challenge può crescere ancora, dopo il successo dell’edizione di quest’anno che si è conclusa domenica ad Hobart.

Il pilota di F1 ha rilanciato l’evento quest’anno in forza di un accordo triennale con alcuni Sponsor, partecipando in prima persona alla giornata di apertura, svoltasi al Freycinet National Park, prima di dover lasciare la competizione per partecipare venerdì al tradizionale Galà di fine stagione di F1 svoltosi in India, e poi sabato ad una esibizione con il suo team Red Bull a Milton Keynes in Inghilterra.

Mark Padgett e Mark Hinder, del Team Iron House, hanno vinto la gara nella categoria Elite Van Diemen mentre il Team Tasmania dove ha gareggiato anche Mark, formato inoltre da Guy Andrews e Darren Clarke, si è piazzato secondo.

Dopo essere partito per l’India, Webber ha seguito la gara on line ed intervistato a Londra ha detto: “La gara di quest’anno è stata incredibile e Padgett e Hinder hanno meritato la vittoria con le prestazioni avute in tutti e cinque i giorni di gara.

“Ho provato delle sensazioni incredibili, partecipando al primo giorno di gara. Abbiamo avuto ottime condizioni meteo, dei paesaggi fantastici ed un livello davvero alto di atleti partecipanti.

Webber è molto coinvolto da questa manifestazione multisport, che è stata organizzata per la prima volta nel 2003, quando lui ed alcuni amici corsero attraverso l’isola della Tasmania, ed ha un obbiettivo preciso, quello di farla diventare un grande successo per incrementare la raccolta di fondi a favore di varie associazioni benefiche.

Quest’anno la gara è iniziata all’interno del Freycinet National Park, raggiungendo nei giorni successivi la penisola Tasman, l’isola di Bruny, le montagne di Hartz, per poi concludersi con una corsa che ha toccato nove diverse cime intorno ad Hobart.

I cinque giorni di gara hanno visto la partecipazione di 28 squadre, tra cui atleti provenienti dall’Italia (Marco Ponteri e Telemaco Murgia), Francia ed Inghilterra. Con ulteriori squadre e singoli atleti che hanno partecipato alla competizione della durata di tre giorni ed a quella della giornata finale. Alla gara hanno preso parte anche alcuni giornalisti internazionali.

“E’ stato un vero peccato che sono dovuto partire dopo il primo giorno di gara, perché mi affascina l’evento e la Tasmania è un posto fantastico. La stagione di F1 è diventata sempre più lunga, e c’è così poco tempo a disposizione per partecipare ad eventi come questo.”

“Sono comunque contento di averne preso parte, avendo conferma del perché sono stato così deciso nel promuoverla di nuovo”.

“Nell’edizione di quest’anno, abbiamo avuto diversi ragazzi e ragazze molto bravi. E’ stato fantastico avere anche atleti provenienti da altre nazioni, di modo da dare un respiro internazionale alla gara. Spero che le loro prestazioni possano spingere ancora più corridori da tutto il mondo a partecipare alla prossima edizione.

“Il rispetto e la collaborazione tra gli atleti in gara è stato semplicemente fantastico, ma è soprattutto il fatto che ciascuno sta partecipando con la finalità di aiutare le persone meno fortunate, che lo rende un evento così speciale. Gli sponsor sono stati incredibili ed è molto importante che abbiamo la loro conferma per altri due anni”.

Webber è ora in attesa del meritato riposo, dopo una stagione di F1 frenetica che è iniziata con i test nel mese di febbraio fino all’esibizione a cui ha partecipato questo fine settimana – ma la Tasmania Challenge sarà certamente qualcosa a cui ripensare quando rientrerà in Australia per la pausa stagionale.

“Ho bisogno di un po’ di riposo adesso,” ha detto Webber. “Sono state un paio di settimane molto intense, e dalla vittoria in Brasile sembra già essere passata un’eternità!”

FOTOGALLERY

VIDEO

www.markwebbertasmaniachallenge.com

About The Author

daddo

Dario 'daddo' Nardone, triatleta, speaker, giornalista e mental coach entusiasta e appassionato, l’endurance scorre nelle sue vene e fa parte della sua vita, sportiva e lavorativa, dal 1995. Pronto con il pettorale, con il microfono o dietro il suo portatile, sui campi gara in Italia e in giro per il mondo. Desiderio, Decisione, Dedizione… Fino in fondo #daddocè! #ioTRIamo

1 Comment

  1. matiiii

    ciaooooooooooooo

    Rispondi

Rispondi

Archivi

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: