Challenge Bahrain
giu 282011
 

Giorni unici, che rimangono scolpiti in maniera indelebile nella mente, momenti esaltanti che ormai sono entrati nella storia del triathlon italiano. Anzi, dello sport italiano.

Un evento del genere nel nostro Paese non si era mai visto e io ho avuto la fortuna e il privilegio di poterlo vivere in prima persona. Non da triatleta sul campo gara, ma con i triatleti. Da triatleta “addetto ai lavori”, respirando la medesima aria frizzante dei giorni pre gara, raccontando e ascoltando le storie, conoscendo i luoghi e le situazioni che avrebbero poi caratterizzato quella magica giornata vissuta a Pescara il 12 giugno 2011.

Tutto è cominciato alla fine dell’estate 2010, è stato esaltante scoprire come il sogno di ogni triatleta italiano si stava trasformando realtà, l’annuncio ha cominciato a scaldare gli animi: è ufficiale, Ironman 70.3 Italy è in calendario!

Non mi sarei perso per nulla al mondo questa prima, volevo e dovevo esserci a tutti i costi; ho deciso che ci sarei stato come triatleta, pensavo all’arco d’arrivo del primo Ironman in Italia… Per giunta nel “mio” Abruzzo, a due passi da Chieti dove ho passato le estati della mia infanzia. Le cose strada facendo sono un po’ cambiate e di fatto non ho varcato quella magica finish line in Piazza Salotto, con il pettorale con stampigliato un numero e il nome Dario. Ma ho vissuto le stesse identiche emozioni, accompagnando con la mia voce e la mia passione i 1.400 partecipanti, condividendo tutto questo con le migliaia di spettatori accorsi per godersi un incredibile spettacolo fatto di sudore, fatica e gioia infinita.

Non conoscevo così bene Pescara, l’ho letteralmente scoperta negli ultimi mesi e ne sono rimasto affascinato sentendola viva, moderna, accogliente e con un animo sportivo. Sin da quando a fine novembre ho organizzato il primo sopralluogo del percorso bike, uno “stage FCZ” che ha visto in una fresca mattina invernale radunarsi ben 130 sportivi per pedalare i canonici 90 km tutti insieme e cominciare l’avventura, il lungo viaggio…

Quel giorno c’erano gli organizzatori di Ironman 70.3 Italy, c’erano i politici, c’era la Polizia, ma soprattutto c’erano i triatleti e il loro entusiamo per questo evento che ci aveva già tutti conquistati.
Scoprimmo un percorso tecnico, impegnativo, panoramico, con alcuni tratti di strada da sistemare per qualche buca di troppo; ma ci assicurarono che l’asfalto sarebbe stato rifatto e che, cosa ancora più importante, il tracciato sarebbe stato completamente chiuso al traffico! Il percorso da quel giorno è stato modificato varie volte per diversi motivi ed è stato ufficializzato appena prima di Pasqua, giusto in tempo per il secondo sopralluogo FCZ (stavolta bagnato, ma altrettanto fortunato). Però la cosa da sottolineare è che per il 12 giugno 2011 le strade sono state perfettamente asfaltate e in gara lungo l’intero tracciato di 90 km non si è vista nemmeno una macchina, ma solo tanta gente a sostenere gli atleti al loro passaggio!

La solita tiritera del “siamo in Italia, non si può fare…” la rispediamo dritta dritta al mittente: siamo in Italia e… siamo capaci di offrire un Ironman di alta qualità, completamente chiuso al traffico e con tracciati spettacolari!

Il mio impegno per Ironman 70.3 Italy è andato via via crescendo, sono stato onorato della fiducia che mi è stata concessa dallo staff: ci sono stati incontri, telefonate, email, un confronto continuo e la voglia da parte di tutti, ognuno col suo ruolo, di dare il meglio di sé per la riuscita dell’evento.

Come al solito l’elenco è lunghissimo, perché le persone che si sono votate alla causa sono state davvero tante, inevitabile per via della mastodontica macchina organizzativa.
Ma alcuni nomi voglio comunque farli, a cominciare da Wolf e Giovanni, i due ragazzi tedeschi dall’animo italiano che per primi hanno sognato, poi creato i presupposti e infine lavorato sodo perché tutto prendesse forma; Simona è stata il cuore pulsante e il trait d’union, capace, gentile e decisa quando necessario; e poi il direttore d’orchestra Michele, Piero e i loro incredibili ragazzi, Michelino, Daniele, Barbara, Mariangela…, capaci di risolvere qualsiasi problema senza mai fare una piega; e ancora Zoran e Debora, due veri professionisti che mi hanno fatto sentire a mio agio anche quando le emozioni erano quasi incontrollabili, sul palco di Radio Deejay, davanti a una folta platea di spettatori; e infine “iron”Claudia, la capitana dei volontari insieme a Fabrizio e Claudio: mamma di Elena, triatleta, tifosa del suo Renato, entusiasta e inesauribile, era ovunque ed è riuscita a creare un gruppo di volontari affiatato, veri e propri angeli per i triatleti in gara.

Per la prima volta Ironman 70.3 in Italia, per la prima volta in Italia una grande sfida: riuscire a mescolare in maniera omogenea il mito dell’Ironman e lo stile del Belpaese. Non facile in una nazione in cui questo sport non è così sentito e amato come in altre parti del Mondo. Eppure…

Eppure grazie al lavoro indefesso di tutti noi dello staff e al supporto fondamentale e preziosissimo di Enti Locali e Forze dell’Ordine si è riusciti nell’impresa; amplificata e resa appetibile per il grande pubblico grazie a Linus, Aldo Rock, Nicola e Alex, che su Radio Deejay e Deejay Television per tanti mesi hanno parlato di triathlon e nello specifico di Ironman 70.3, di Pescara, di 12 giugno, facendo capire che stava arrivando un grande evento.

E poi…

E poi non c’è stato bisogno di aggiungere altre parole alle emozioni di quella magnifica e incredibile domenica di fine primavera!

Da Piazza I Maggio a Piazza Salotto, dopo 1.9 km di nuoto in mare, dopo 90 km pedalando su e giù attraverso 12 comuni dell’entroterra pescarese e dopo 21.1 km di corsa nel cuore della città, con 4 giri caldissimi per via della splendida giornata di sole, ma soprattutto per il tifo indiavolato di un pubblico che ha saputo commuovere gli atleti.

Io ho davvero nuotato, pedalato e corso con tutti i 1.400 triatleti in gara a Pescara: con tanti avevo condiviso momenti del pre gara, di tutti conoscevo i pensieri e vedevo nei loro occhi il turbinio di fatica, grinta, determinazione, sacrificio e voglia di abbattere muri e affrontare qualsiasi crisi, mentale o muscolare, per arrivare sino alla gioia infinita dell’arco d’arrivo.

“Tu sei un finisher!”
“You’re a finisher!”

Quello che è successo dopo 4 ore e poco più di un minuto dal via, dato sulla spiaggia antistante la Nave di Cascella, è l’emozione che da sola ripaga tutti gli sforzi fatti per arrivare a dare forma a questo sogno. Quelle lacrime che mi sono scese senza nemmeno che me ne rendessi conto quando ho visto Daniel arrivare per primo in Piazza Salotto… Lui, grandissimo atleta, caro amico e primo di questa tribù di sportivi così speciali, è arrivato e si è fatto trasportare per quell’attimo infinito correndo su un tappeto blu lungo poche decine di metri, che però nessuno di noi voleva finisse più.

Migliaia di cuori che battono all’unisono e di voci che salgono al cielo, insieme al battito del mio cuore e alla mia voce. Dal microfono il mio grido di felicità e le mie mani al cielo, è arrivato il primo triatleta, Daniel Fontana, è tutto vero! E poi uno a uno tutti gli altri protagonisti, Alessandro e Martina, Edith, Francesca… tutti applauditi e sostenuti, fino all’ultimo metro.

E’ reale e tangibile questa emozione che accomuna i triatleti in gara, provenienti da ogni parte del mondo, gli appassionati spettatori in piazza, le centinaia di persone dello staff sparse sui tracciati gara e… un triatleta sul palco col microfono che non riesce e non vuole trattenere quella ridda di trepidanti sensazioni positive che sfociano in un sorriso e in un pianto. Sono felice! Felice per questo spettacolo che ormai fa parte della storia del triathlon italiano. Anzi, dello sport italiano.

E’ stato stupendo poter vivere e condividere tutto questo con i miei bambini, fieri della loro maglietta bianca Ironkids conquistata sabato mattina e con il resto della mia grande famiglia, sempre più grande, quella del triathlon!

Dario ‘daddo’ Nardone

ARRIVEDERCI AL PROSSIMO 10 GIUGNO 2012 PER LA SECONDA EDIZIONE DI IRONMAN 70.3 ITALY A PESCARA!

Le foto di Ironman 70.3 Italy su FLICKR

E ora godetevi questo splendido video girato e poi “creato” da una triatleta di nome Manuela Rinaldi… Grazie Manu!

FACEBOOK COMMENTS

  17 Responses to “Il mio Ironman 70.3 Italy, grazie! Video e foto”

  1. Gara fantastica,organizzazione all’altezza dei grandi eventi.Mi viene la pelle d’oca a riguardare le immagini…fantastico!L’anno prossimo gareggio!;)

  2. Ho partecipato a tante gare all’estero ed anche al circuito 70.3 l’anno scorso. Anche io non credevo che saremmo stati alla stessa altezza. Non ho potuto iscrivermi a Pescara per problemi di lavoro. Leggendo questa tua cronaca non nascondo che mi hanno brillato gli occhi per la commozione che solo i finisher possono capire. Oltre a chiedere scusa x aver dubitato lancio una promessa. L’anno prossimo ci sarò ad ogni costo.
    Grazie

  3. Grande Daddone, indiscusso supecapoggita! :-)))

  4. Ciao dopo la titubanza dei giorni che hanno preceduto la gara posso dire che mi ero sbagliato!!!!! Anche la partenza alle 12 che pensavo fosse pesante si è dimostrata un’ottima scelta!!!! Grazie a tutti quanti per la disponibilità e i momenti particolari che ci avete fatto vivere!!!!

  5. Daddo il tuo racconto è bellissimo, mi hai riportato a quel finesttimana stupendo. E’ bello sapere che abbia regalato emozioni non sono ad un novizio come me ma anche a gente che sta nel triathlon da anni. Che spettacolo!

  6. Very inspiring! Grazie Dario!!!

  7. Grazie Dario le tue parole che descrivono il tuo stato d’animo mi emozionano, è stato bellissimo esserci e tu sai cogliere perfettamente cosa c’è nella “gara” di ognuno di noi….

  8. Grande Manu!!!!!!!!!!!!!! Mi hai fatto venire le lacrime……
    BRAVI A TUTTI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  9. grandissimo Dario…. come sempre ci hai fatto rivivere emozioni che solo chi taglia una finish-line puo’ comprendere. quando seppi che facevano il primo ironman in italia mi dissi che per niente al mondo me lo sarei perso, e cosi’ è stato. anch’ io all’ inizio avevo dei dubbi, ma quando sono arrivato a Pescara il sabato mattina me li sono subito rimangiati tutti. si capiva gia’ di essere presenti ad un grande evento. sono venuti con me anche tre ragazzi prestati dal running che bene si sono comportati, per essere la prima gara di triathlon a cui partecipavano, e sono rimasti esterefatti dall’ organizazione. queste sono le gare che meritano un anno di sacrifici e allenamenti. un grazie a tutti e al prossimo anno…

  10. Impagabile Daddo !!!!

  11. Complimenti Manuela… riprese fantastiche, montaggio accattivante e scelta della musica azzeccatissima.
    Uno dei video più belli che abbia mai visto su questo sport.

  12. Daddo, sei il solito fancazzista!
    :) :) :)

  13. Grazie Dario – E’ stata una delle gara più emozionati che io abbia mai fatto! Percorso in bici = bellissimo, anche con la tempesta!

  14. grazie a tutti ragazzi! abbiamo vissuto tutti una giornata fantastica! SI-PUO’-FARE! ;)

  15. Che dire? Grazie per avermi nominata ed adesso a 12 giorni dall’EVENTO mi manca tanto quel turbinìo di sensazioni! A presto.

  16. ebbene si io c’ero e sono finisher!!!!!!!!!!!!! uno spettacolo dal primo secondo fino sotto il tragurado.bravi tutti …e mi sa che l’anno prossimo mi ritocca…….marco asd cnm triathlon milano

  17. Eh, cosa dire: due anni fa facevo ancora le tabelle per principianti (2min di corsa, 1min camminando), l’anno scorso a Gaggiano il mio primo “sprint”. Da allora allora altri quattro sprint, un paio di duathlon. A natale mi sono fatto coinvolgere dall’entusiasmo dei miei compagni del Road e mi sono iscritto. Da allora non so più quante volte ho visto il sole sorgere mentre correvo o pedalavo nè quante sere ho lottato contro il sonno per andare in piscina…
    Non posso scordare la commozione alla partenza (si, tutti si commuovono all’arrivo, io mi sono commosso alla partenza…), nè mia moglie all’arrivo che, dopo 6 ore e 15min. mi guarda con la sua espressione ironica e mi dice: “pensavo che ti saresti ritirato!!”. Ancora adesso lo considero un grande complimento!

Rispondi