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Escape from Alcatraz 2011, il racconto di un “sopravvissuto”

Il famoso triathlon “Escape from Alcatraz Triathlon“, si è corso il 5 giugno 2011 a San Francisco e ha visto circa 2.000 triatleti provenienti da 40 nazioni prendere il via.

Per la cronaca, in campo maschile la vittoria è andata allo statunitense Andy Potts che ha preceduto il neozelandese Bevan Docherty e l’altro statunitense Matt Chrabot; tra le donne, successo per la kiwi Nicky Samuels davanti alla britannica Leanda Cave e alla statunitense Becky Lavelle.

Al traguardo sono arrivati anche due triatleti italiani, Gabriele Bonuomo e Tatiana Marchi. E proprio Gabriele, nella foto in alto con Andy Potts, ci racconta la sua… Fuga da Alcatraz!

Escape from Alcatraz è una gara di triathlon con la T maiuscola perchè presenta tutte le variabili che fanno del triathlon uno sport unico e inarrivabile che esalta l’atleta e l’uomo, e non semplicemente la somma di tre sport: il nuoto in acque libere (e ghiacciate!) con correnti, due zone cambio, la bici no draft, la corsa mai piatta su asfalto sterrato e sabbia, una location pazzesca (ovunque ti giravi era “una cartolina”).

Ma andiamo con ordine. EFAT nasce nel 1980 e ad oggi si compone di: 1,5 miglia di nuoto dall’isola di Alcatraz alla baia di San Francisco, 18 migliadi bike no draft nelle hills della città, 8 miglia di corsa su percorso misto e muscolare.

La mia gara inizia venerdì sera con l’orientation (una sorta di briefing ufficioso) presso il negozio Sportsbasement di San Francisco. E già mi rendo conto che siamo su un altro pianeta: facce solo sorridenti, presentazione dei punti critici della gara, aperitivo alla buona, sconto 10% per gli acquisti dell’ultimo minuto.

Sabato piove per cui dopo aver noleggiato la bici e preso il pettorale facciamo un giretto in macchina per San Francisco, dando un’occhiata al percorso della bici.

Sabato sera preparo la sacca e decido la strategia per la mini zona cambio in uscita dal nuoto: corro i 600/700 metri verso la zona cambio scalzo e con la muta o mi cambio sulla spiaggia col rischio di perdere tempo cercando la mia sacca tra altre 1.999? Alla fine scelgo la seconda, rassicurato dall’efficienza organizzativa.

Domenica mattina la sveglia suona alle 4: carico e salgo in macchina direzione SF, parcheggio, posiziono bici in zona cambio, consegno la sacca per la T1, e poi mi metto in coda per salire sul pullman che ci porta all’imbarcadero.

La fila è lunga ma ordinata, la gente chiacchiera, i visi sono distesi nonostante siano le 5.30 e il sole debba ancora fare capolino. Sul pullman chiacchiero col mio vicino di Boulder. Arriviamo all’imbarcadero, tempo per una sosta ai box e caffè on the go e saliamo sulla barca che ci porterà ad Alcatraz. Anche qui tanta gente, tutti allegri e sorridenti.

Vedo Andy Potts che incomincia il riscaldamento con gli elastici; ci sono i paratleti di fianco ai Pro che scherzano e fanno foto insieme: e poi ci siamo noi, circa 2.000 persone, quasi tutti alla prima esperienza in questa gara…

Esco a prua a vedere l’oceano, il Golden Gate e la città. Parlo con un ragazzo che è al quarto Alcatraz e gli chiedo consiglio sulla traiettoria, visto che non ci sono boe sul percorso: “If you want to be aggressive, go streight to the beach, otherwise stay left” e la corrente ti porterà a destra verso la spiaggia. Decido di tagliare nel mezzo.

Sono le 7.30 ormai: i Pro sono già schierati, suona l’inno, countdown, 3… 2… 1… GO! Jump in the water e inizio a menare l’acqua per non sentire il freddo (13 gradi Celsius!).

Cerco nello skyline della città i riferimenti che mi ero prefissato, mi guardo intorno per cercare una scia, ma anche per ammirare il sole che sorge alla mia sinistra e il Golden Gate alla mia destra! Sto abbastanza bene, mi allungo ma non voglio esagerare perchè la gara è appena iniziata.

Dopo un po’ i grattacieli si avvicinano, ma inizio ad avvertire freddo: il mio corpo ha perso il suo calore e si sta ambientando alla temperatura dell’acqua. A 3/4 inizio ad aver voglia di uscire e ad essere stanco. Tengo duro. Ormai è fatta: la traiettoria mi è sembrata buona anche se ho preso poca scia.

All’uscita dall’acqua (ore 8) ci sono già un sacco di spettatori: cerco la mia sacca numero 279, ci sbatto dentro la muta, prendo le mie cose da indossare e inizio a correre verso la zona cambio. Salgo in bici e via! Non forzo, sto lì, mi faccio prendere in pianura, risupero in salita.

Mi guardo intorno: la città è solo per noi! Al giro di boa al Golden Gate Park sono un po’ legnoso, ma soprattutto impanicato perchè un giudice mi si è avvicinato scrivendo sul taccuino… per fortuna non succederà niente.

Finalmente di nuovo in zona cambio: indosso le mie Newton e via andare! Sto bene ma non devo forzare subito anche se la gamba gira. I chilometri sono 12 e c’è la tanto temuta sand ladder! La strada si stringe diventando un single track tecnico dove incrocio i primi. Chiedo il 5 a Andy Potts ma non me lo dà: delusione… Passa Craig Alexander e gli urlo “GO CRAIG!”.

Le miglia scorrono fino al 4 quando si scende su una spiaggia e si corre sulla sabbia fino ad arrivare ai piedi della Sand Ladder: step by step arrivo in cima, sorrido al fotografo e via! Adesso inizia la gara vera! Aumento la frequenza e inizio a reuperare qualche posizione. Al miglio 6 ritorniamo sull’asfalto e mi sembra quasi di volare!

“Good pace” mi gridano, ma non mi dimentico di guardare lo spettacolo che la città mi offre.

Finisco in rimonta, contento per la prestazione (73° overall), felice ed entusiasta per lo spettacolo a cui ho partecipato e per praticare da 10 anni lo sport piu’ bello del mondo!


05.06.11 Escape from Alcatraz Triathlon
San Francisco, California (USA)
triathlon (1.5-18-8 miglia)
www.escapefromalcatraztriathlon.com

CLASSIFICA (1.725 finisher)
(completa qui)
Uomini
1 Andy Potts 1:59:45
2 Bevan Docherty 2:00:19
3 Matt Chrabot 2:00:25
4 Jesse Thomas 2:03:34
5 Brian Fleischmann 2:06:12
6 John Dahlz 2:06:57
7 Ken Rakestraw 2:07:02
8 Andrew McCartney 2:07:06
9 Chris Stehula 2:07:25
10 Kyle Leto 2:07:33

Donne
1 Nicky Samuels 2:13:13
2 Leanda Cave 2:17:34
3 Becky Lavelle 2:19:21
4 Lindsey Jerdonek 2:22:20
5 Jenna Parker 2:25:39
6 Charisa Wernick 2:25:44
7 Amanda Felder Derkacs 2:27:05
8 Emily Cocks 2:27:36
9 Alexis Smith 2:27:49
10 Sara McLarty 2:28:22

ITALIANI
279 Gabriele Bonuomo 2:29:12
679 Tatiana Marchi 2:55:35

About The Author

daddo

Dario 'daddo' Nardone, triatleta, speaker, giornalista e mental coach entusiasta e appassionato, l’endurance scorre nelle sue vene e fa parte della sua vita, sportiva e lavorativa, dal 1995. Pronto con il pettorale, con il microfono o dietro il suo portatile, sui campi gara in Italia e in giro per il mondo. Desiderio, Decisione, Dedizione… Fino in fondo #daddocè! #ioTRIamo

4 Comments

  1. stefano

    ciao sono stefano del rho triathlon e sono stato estratto a escape from alcatraz
    per me e stata una sorpresa,ho letto vari commenti , volevo sapere se si puo noleggiare la bici e dove e x il nuoto e la corsa sapere che tipo di tecniche usare,tipo fare il cambio senza scarpe e nel nuoto se usare scarpette e guanti in gomma x il freddo ringrazio stefano

    Rispondi
    • Marco Novelli

      Stefano, forse prima dovresti iniziare a fare triathlon e come prima gara quella di Alcatraz non è la migliore.

      Rispondi
    • Nicola

      Ciao Stefano, anche la mia fidanzata è stata estratta per Alcatraz, noi siamo di Alessandria, contattami via mail così ci scambiamo informazioni: ncampassi@femini.it

      Rispondi
  2. Gabriele

    Stefano, Nicola, se avete bisogno di info su noleggio bici (molto caro!!) e strategia cambi vi aiuto volentieri se posso
    ciao

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