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Domenico Passuello ci racconta il suo Challenge Fuerteventura

Il forte triatleta azzurro long distance Domenico Passuello ci racconta il suo Challenge Fuerteventura, triathlon half iron (triathlon 113, ovvero 1.9-90-21K) disputatosi sabato 30 aprile che ha visto il toscano piazzarsi al sesto posto assoluto (qui la news dell’evento).

“Ho avuto prima del via un problema meccanico importante alla bici che sono riuscito a risolvere 20′ prima della gara. Non è stato per niente simaptico… Mi sono buttato in mare per fare un po’ di riscaldamento, ma dopo 3, forse 4, bracciate, il giudice mi ha fatto uscire perché eravamo ormai prossimi alla partenza…”

“Nel nuoto ero un po’ bloccato all’inizio, poi nel tratto finale ho avuto un ulteriore problema, un concorrente mi ha aperto la muta accidentalmente e ho dovuto nuotare gli ultimi 500 metri imbarcando acqua e faticando molto. La transizione è stata piuttosto lenta, ero davvero affaticato dall’ultimo tratto in acqua; in bici bene, come sempre, anche se i 90 km sono risultati duri, a causa del vento e della pioggia, ma ovviamente lo erano per tutti. Ho avuto anche giornate migliori, ma non posso che essere soddisfatto dato che ho fatto segnare anche il miglior split di giornata!

“Per quanto riguarda la mezza maratona finale, direi decisamente bene, visto il mio recupero veloce dopo l’infortunio di 6-7 settimane fa. Qui non scherzava nessuno! Ho corso bene fino al 18° km, stavo agganciando il 5°, poi ho ceduto un po’ e quando ho visto che non ne avevo piu ho proprio mollato.”

La condizione sta crescendo, è questa la cosa importante. La prova era dura, ma il paesaggio e l’organizzazione sono eccezionali, questa è una gara da consigliare a chiunque per il 2012!”

“Per quanto riguarda i prossimi appuntamenti, sarò a Candia per il Campionato Italiano, quindi farò i due Ironman 70.3 di St. Polten, in Autria e Rapperswill-Jona, in Svizzera.”

Qui l’articolo pubblicato sul suo blog

About The Author

daddo

Dario 'daddo' Nardone, triatleta, speaker, giornalista e mental coach entusiasta e appassionato, l’endurance scorre nelle sue vene e fa parte della sua vita, sportiva e lavorativa, dal 1995. Pronto con il pettorale, con il microfono o dietro il suo portatile, sui campi gara in Italia e in giro per il mondo. Desiderio, Decisione, Dedizione… Fino in fondo #daddocè! #ioTRIamo

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